Ue, fumata grigia dall’Eurogruppo

Emergenza coronavirus, l’Unione europea resta al tavolo delle trattative tutta la notte ma deve accontentarsi di una fumata grigia al termine del vertice fiume durante il quale si sono scontrate due concezioni diverse dell’Europa e del mondo.

Dopo una lunga nottata di trattative a livello europeo, è stata annullata la conferenza stampa prevista per le 10.00 dell’8 aprile. “La conferenza stampa dell’Eurogruppo prevista per stamani alle 10 sarà cancellata, perché l’incontro è stato sospeso e continuerà domani”.

 Il risultato ottenuto è considerato come primo passo verso quella richiesta economica ambiziosa richiesta a gran voce da buona parte degli Stati. Il lavoro è avviato, la via intrapresa potrebbe anche essere quella giusta ma ancora non ci siamo.

 Di fatto quella che è andata in scena è stata una lunghissima riunione nella quel si sono fronteggiate due fazioni, una guidata dall’Italia e una dalla Germania. Rispetto all’ultimo vertice la Francia si è spostata dalla fazione italiana verso quella tedesca ma per occupare una posizione mediana, per poter condurre una mediazione. E infatti nel corso dell’Eurogruppo sarebbe spuntata anche una proposta di Macron, che sperava di accontentare i due paesi amici. Le due fazioni. Quella guidata dalla Germania porta la bandiera del Mes, considerato come un valido strumento a disposizione dell’Ue per risolvere la questione. La fazione del Sud guidata dall’Italia non ci sta e ritiene il Mes inaccettabile. La proposta è quella di ottenere i famigerati coronabond  ma la sensazione è che ci sia la disponibilità ad accettare anche qualche compromesso, magari il Mes soft che era stato ipotizzato nei giorni scorsi. La sfida della von der Leyen è quella di inserire nel testo dell’accordo una forma di Mes accettabile per l’Italia (e gli altri Paesi) e una forma di coronabond accettabile per la Germania (e gli altri Paesi del Nord).

In pratica, nel pieno dell’emergenza coronavirus,  l’Unione europea si divide e arriva allo scontro. Il problema è uno e si chiama coronabond. Conte guida l’alleanza degli Stati che li chiedono a gran voce arrivando allo scontro con Bruxelles. Ma cosa sono? E perché sono così importanti per il governo italiano?

 Coronabond, tutti ne parlano ma non tutti sanno esattamente di cosa si parla. In effetti siamo di fronte a una parola abbastanza nuova che ha fatto irruzione nel contesto dell’emergenza coronavirus. Proviamo a capirci qualcosa. Si tratterebbe di un meccanismo di distribuzione dei debiti tra gli Stati membri dell’Unione europea. Questo grazie alla creazione di obbligazioni del debito pubblico. La teoria è complessa per chi non è nel settore, la pratica è decisamente più immediata da intendere. Uno Stato chiede soldi in prestito e il debito viene diviso tra tutti gli Stati.

 Per Giuseppe Conte i coronabond rappresentano la risposta migliore che l’Europa potrebbe dare in questo momento di crisi assoluta. La Germania non è dello stesso avviso, anzi, non sembrerebbe particolarmente intenzionata a farsi carico dei problemi altrui. Una posizione apparentemente in contrasto con i valori dell’Unione europea, chiamata a fronteggiare una crisi senza precedenti nella storia recente. E il rischio è che in assenza di una risposta compatta da parte dell’Ue qualche Paese rischia di andare incontro alla crisi economica. E tra i Paesi a rischio c’è anche l’Italia, arrivata ad affrontare l’emergenza coronavirus in una situazione economica non proprio florida.

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