Ue e Iran: ‘Morti inaccettabili’

Le proteste contro il carovita e contro le autorità non si placano in Iran, dove anche la notte scorsa ci sono state dimostrazioni e violenze che hanno portato alla morte di altri nove manifestanti, facendo salire ad almeno 23 il numero delle vittime. Tra loro anche un bambino di 11 anni e un Guardiano della Rivoluzione, il corpo d’elite del regime, uccisi nella regione centrale di Isfahan, dove numerose sono le città in ebollizione.

A fomentare le proteste, ha accusato la Guida suprema ayatollah Ali Khamenei che per la prima volta dall’inizio delle manifestazioni è intervenuto pubblicamente sulla situazione, sono i nemici dell’Iran, che hanno rafforzato l’alleanza per colpire le istituzioni della Repubblica islamica. Hanno usato diversi strumenti, denaro, armi, politica e spionaggio per creare disordini, ha affermato Khamenei sulla sua pagina web, senza menzionare alcun Paese straniero in particolare. A tempo debito,  ha chiuso, parlerò al popolo dei recenti incidenti.

Intanto il vicegovernatore per la sicurezza a Teheran ha riferito che sono 450 le persone arrestate negli ultimi tre giorni.

L’Ue sta seguendo da vicino le dimostrazioni in corso in Iran, l’aumento della violenza e la perdita inaccettabile di vite umane, ha dichiarato l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, sottolineando che “dimostrazioni pacifiche e libertà di espressione sono diritti fondamentali che si applicano a ogni Paese, e l’Iran non fa eccezione. Ci aspettiamo che tutte le persone coinvolte si astengano dalla violenza, l’Ue, avverte Mogherini, continuerà a monitorare la situazione.

A esprimersi contro il regime iraniano continua a essere, in primissima fila, il presidente americano Donald Trump che anche oggi ha commentato che il popolo iraniano sta finalmente reagendo contro il corrotto e brutale regime iraniano. La gente ha poco cibo, c’è un’enorme inflazione e non ci sono diritti umani.

A stretto giro gli ha risposto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Ghassemi: ‘Invece di perdere tempo mandando tweet inutili e offensivi, Trump dovrebbe concentrarsi sugli omicidi quotidiani in scontri armati negli Usa, sui milioni di senzatetto e di gente affamata nel suo Paese’.

Gli Stati Uniti, che starebbero valutando sanzioni per colpire direttamente i Pasdaran, hanno inoltre intimato al governo iraniano di mettere fine al blocco di Instagram e di altri popolari social media. E si apprestano a chiedere una riunione d’emergenza alle Nazioni Unite, come annunciato dall’ambasciatrice Nikki Haley, che ha tra l’altro definito ‘ridicole’ le accuse di ingerenze esterne evocate da Khamenei.

 

Una ragazza iraniana senza il velo che sventola il suo ‘hijab’ bianco nel mezzo di una strada affollata diventa il simbolo delle sanguinose proteste antigovernative che in questi giorni squarciano l’Iran. La donna, riporta la pagina Facebook My Stealthy Freedom di Masih Alinejad, l’attivista che si batte contro l’obbligo dell’ ‘hijab’, partecipava alla campagna ‘WhiteWednesdays’ ed è stata arrestata mercoledì scorso. Ma la sua sfida a Teheran, ripresa in un video amatoriale che ha già fatto il giro del cyberspazio e dei media, non si e’ fermata all’incrocio tra via Enghelab e via Abureihan della capitale: sempre secondo My Stealthy Freedom dal 27 dicembre, giorno del suo arresto, e’ emerso almeno un altro video di un’altra donna scoperta che sventola il suo ‘hijab’ in strada. Le proteste contro l”hijab’ coincidono con l’annuncio da parte delle autorità, la settimana scorsa, secondo cui le donne che non indossano il velo in pubblico non saranno più soggette all’arresto ma dovranno frequentare corsi sull’Islam.

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