Tutto cambi perché nulla cambi

Una parte cospicua della società italiana è impegnata nella difesa ad oltranza dello status quo.

Una parte della società italiana non prende sul serio i continui richiami e gli ammonimenti delle autorità europee circa la riduzione delle spese, perché è intenta a difendere i propri privilegi e le prerogative di casta che ne conseguono.Gli esempi che si possono citare sono molteplici e variegati, ma rappresentano solo la punta dell’iceberg: dipendenti dell’Alitalia che si oppongono all’unico accordo che può salvare l’azienda, dipendenti del Parlamento che cercano di difendere prebende e rendite ormai indifendibili, presidenti e consiglieri di enti inutili che sperperano denaro pubblico ai danni dei contribuenti ecc. A questo punto è d’uopo chiedersi:” Cosa può fare la politica, se settori quantitativamente rilevanti della società italiana si oppongono alle tanto invocate ed inevitabili riforme?” In una democrazia i politici dipendono dagli elettori ed i partiti vengono sostenuti da gruppi di potere economici e finanziari che inevitabilmente ne orientano le scelte. Forse è per questo che la destra oggi non è più credibile e solo per un mero gioco delle parti, critica le scelte del Governo Renzi  ma non è in grado di spiegarci  perché in tanti anni alla guida del governo non abbia mai fatto quelle riforme e quegli interventi come ad esempio i tagli alla spesa pubblica. In realtà è pur vero che se le resistenze ai cambiamenti sono forti ed i ricatti elettorali che subiscono i politici sono notevoli, è altrettanto vero che se l’economia non riparte a quegli stessi politici verrà presentato il conto dagli elettori. Ma al di là della demagogia, che è il sale della politica, alcune cose, devono e possono essere realizzate. Per fare un esempio, la riforma del senato, nonostante i detrattori dell’ultim’ora e i demagoghi in mala fede ivi compresi i media asserviti in modo acefalo ad alcuni gruppi di potere, è stata una grande conquista del Governo Renzi e delle forze politiche in Parlamento che l’hanno votata, perché in prospettiva servirà alla crescita economica del Paese. Infatti, indebolendo il potere di veto connesso al bicameralismo paritetico può migliorare l’efficacia degli interventi dell’esecutivo. Per il resto occorre da parte dei politici più umiltà e tanta capacità di guardare al di là del proprio naso, qualità quest’ultima, con le debite eccezioni, diventata molto rara. Non basta evocare , con quotidiani proclami, la lotta alla burocrazia, ma occorre una sistematica analisi conoscitiva di tutto quel reticolo di norme e vincoli che ostacolano la riforma e su cui si regge in modo solido e stabile la burocrazia. La politica, quindi non può fare tutto, ma può affrontare problemi complessi con più intelligenza, meno superficialità e senza presunzione.

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