Trump vuole ‘cancellare’ i transgender, clamore sui social

Ha scatenato i social network l’indiscrezione sulle intenzioni dell’amministrazione di Donald Trump di ‘cancellare’ i transgender, stabilendo con una nuova norma che il genere delle persone va stabilito in base a “tratti biologici immutabili, identificabili alla nascita o prima”, ovvero gli organi genitali con cui si nasce. Il documento a uso interno stabilisce che “il sesso indicato nel certificato di nascita di un individuo deve costituire la prova definitiva del sesso di una persona, a meno che non venga messo in questione da prove genetiche affidabili”. Il New York Times ha rivelato ieri l’esistenza di un memo con questo progetto, scatenando la preoccupazione della comunità LGBT, dei difensori delle minoranze sessuali in genere, di molte star teletivise e del cinema, di semplici utenti, in rotta di collisione con chi, invece, è a favore del giro di vite. “E’ la mossa più drastica di questo governo per tentare di di ridimensionare il riconoscimento delle persone transgender in base alla legge federale sui diritti civili”, ha scritto il New York Times, secondo cui 1,4 milioni di americani hanno scelto di cambiare genere tramite un’operazione chirurgica. L’amministrazione Trump intenderebbe inserire la nuova definizione nella legge sui diritti civili che vieta discriminazioni basate sull’identità di genere sul fronte dei programmi di istruzione.

“Fate scomparire questa gente”, ha scritto su Twitter la cantante Cher, mamma di Chaz Bono, transgender. Il figlio di Cher ha commentato a sua volta: “non riesco a cominciare a buttare fuori la rabbia che provo nei confronti di un’amministrazione che sta tentato di ridefinirmi con non esistente”. Tra i tanti, anche l’attore Alec Baldwin ha esortato sui social “a rovesciare con il voto il governo Trump” alle elezioni di midterm. Allarme dalle organizzazioni che militano per i diritti LGBTQ: la Trevor Project, un’associazione che lavora per la prevenzione del suicidio nelle minoranze sessuali, ha emesso una nota per sottolineare i pericoli insiti nella negazione della dimensione transessuale, in particolare tra gli adolescenti che si ritrovano in crisi con la propria identità.

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