Trump accerchiato e contestato per le nomine del suo governo

Petroliere e amico del presidente russo Vladimir Putin: Rex Tillerson, il prescelto per guidare la diplomazia americana, è la nomina forse più controversa della già discussa squadra di governo di Donald Trump. Nonostante le critiche il presidente in pectore nomina il Ceo di Exxon Mobile come nuovo segretario di Stato, aprendo il campo a una durissima battaglia in Congresso. Pur non avendo trascorsi in politica Tillerson ha una vasta competenza sui dossier internazionali più importanti, ma a far discutere sono i suoi legami con il leader del Cremlino e la sua ferma opposizione alle sanzioni contro Mosca: per questo un gruppo di repubblicani, guidati dal senatore John McCain e dall’ex candidato alle primarie Marco Rubio, promettono che cercheranno di bloccarne l’investitura. Quella di Tillerson, tuttavia, non è certo l’unica nomina controversa di Trump: a partire dal neo prescelto segretario per l’energia Rick Perry, che da candidato alla Casa Bianca nel 2012 aveva proposto la rottamazione dello stesso Dipartimento. La nomina di Scott Pruitt all’Epa (Enviromental Protection Agency), l’agenzia che protegge l’ambiente, ha invece mandato su tutte le furie gli ecologisti, visto che il procuratore generale dell’Oklahoma è un amico dei petrolieri, convinto anti-ambientalista e scettico del cambiamento climatico. Poi c’è Andy Puzder, prossimo segretario al lavoro e chief executive della holding che controlla la catena di fast food ‘Carl’s Jr. and Hardee’s burger’, contrario all’aumento del minimo salariale federale oltre i nove dollari l’ora. Mentre la miliardaria Betsy DeVos, nominata all’Istruzione, è criticata poiché contraria al sistema delle scuole pubbliche. Trump sceglie anche  Ryan Zinke, deputato del Montana che ha votato più volte contro gli ambientalisti e in favore delle concessioni minerarie e per l’estrazione petrolifera e del gas, alla guida del dipartimento dell’Interno, che negli Stati Uniti è preposto alla tutela del territorio e delle risorse naturali. Zinke, che ha 55 anni, è entrato in politica nel 2008, dopo essere stato per 22 anni nei Navy Seal ed è stato eletto alla Camera con un programma elettorale in cui sosteneva la necessità di raggiungere l’indipendenza energetica dell’America del Nord. Laureato in geologia, il repubblicano alla Camera siede nella commissione Risorse Naturali ed in quella per le Forze Armate. Da sempre cacciatore e pescatore, amante della vita e degli sport all’aperto, che sono una delle principali risorse economiche del Montana, Zinke avrebbe conquistato la simpatia e la fiducia soprattutto del figlio di Trump, Donald jr, anche lui grande appassionato di caccia. Il deputato repubblicano la scorsa estate ha abbandonato la commissione preposta a stendere il manifesto politico del Gop quando è stata inclusa la proposta di trasferire agli stati il controllo delle terre federali. Anche Trump si è opposto alla misura, che comunque è rimasta nel programma. Zinke è scettico sui cambiamenti climatici:  ‘Non sono un falso, ma neanche scienza provata’, aveva detto nel 2014.  Zinke prossimo segretario all’Interno è stato quindi già criticato da gruppi ambientalisti, soprattutto per le sue posizioni in politica energetica e la sua opposizione alle misure dell’amministrazione Obama per una moratoria temporanea delle concessioni per nuove miniere di carbone. ‘Rappresenta il peggio del pensiero del Congresso, cioè che i sussidi del governo possano salvare le compagnie minerarie moribonde ed i giganti del petrolio e del gas che perdono pezzi’,  ha detto Diana Best, specialista di clima di Greenpeace: ‘Il fatto è che la richiesta di carbone sta diminuendo in tutto il mondo e gli americani vogliono in dipartimento degli Interni che protegga il nostro prezioso territorio federale per sempre. Questo significa renderlo off limits per la produzione di idrocarburi e riconoscere che il mondo è andato avanti’. Nelle more delle nomine il presidente incontra il rapper Kanye West, marito di Kim Kardashian. Il cantante è entrato alla Trump Tower di New York senza rilasciare dichiarazioni, poi è sceso assieme con Trump nella hall per rispondere alle domande dei giornalisti. È noto da tempo il sostegno di West al magnate: durante un concerto appena dopo le elezioni aveva infatti dichiarato: ‘Vi ho detto che non ho votato, ma se avessi votato, avrei votato per Trump’. Il presidente eletto ha definito il rapper ‘un uomo buono’ e ha detto di essergli amico da molto tempo. Sui temi di discussione, ha detto di aver parlato con West della vita.  Dopo essersi fatti fotografare, Trump è tornato agli ascensori mentre il rapper se ne è andato.

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