Riforma salva-stati: il sì della Germania

 

Il Bundestag tedesco ha detto sì alla riforma del fondo salva stati europeo EFSF. Il provvedimento è stato a Berlino approvato a larga maggioranza con 523 sì. I contrari sono stati 85 voti, mentre tre parlamentari si sono astenuti..

Grecia: La troika (Fmi, Ue e Bce), di nuovo in Grecia. Il motivo? Riprendere tornano oe le trattative con il governo greco sulle riforme strutturali necessarie per il risanamento dell’economia del Paese, interrotte un mese fa perché – secondo quanto aveva detto il Commissario europeo per gli Affari Economici, Olli Rehn, – il governo non aveva rispettato il programma deciso di comune accordo con la “troika” stessa. Come riferiscono i giornali greci, i tre componenti della “troika” – Paul Tomsen, Matthias Mors e Claus Mazuch – vorranno mettere sotto la lente d’ingrandimento le tre parti del programma di risanamento per concludere il loro rapporto, interrotto appunto un mese fa, e dare il via libera alla concessione della sesta tranche del primo prestito da 110 miliardi di euro concesso alla Grecia. La prima parte comprende i licenziamenti nel settore pubblico, la sospensione provvisoria dal lavoro e l’abolizione di Enti pubblici inutili, riguarda le spese. La seconda riguarda gli Enti di assistenza sociale e le pensioni per esaminare la situazione del sistema previdenziale del Paese, mentre l’ultima parte riguarda gli introiti dello Stato. Intanto alle nuove misure di austerity del governo, i lavoratori rispondono con il blocco degli ingressi in alcuni ministeri. I circa 50 dipendenti che hanno occupato il ministero dell’Economia hanno fatto sapere che ci resteranno almeno per 48 ore perché vogliono impedire l’incontro tra il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos con i rappresentanti della “troika”.

Bloccato accesso ministeri: Circa 200 dipendenti statali hanno bloccato stamani gli accessi del ministero delle Finanze greco e di altri dicasteri prima dell’inizio dei colloqui tra il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos con i rappresentanti della “troika” tornati oggi ad Atene per riprendere le trattative con il governo greco sulle riforme strutturali necessarie per il risanamento dell’economia del Paese. I dimostranti, come hanno riferito fonti della polizia, oltre all’ingresso del ministero delle Finanze, stanno impedendo anche l’accesso ai dicasteri degli Interni, Giustizia, Lavoro, Sanità e Agricoltura. Sino ad ora le proteste si svolgono in maniera pacifica.

Dipendenti pubblici occupano ministeri e uffici governativi: Almeno cinque ministeri e uffici governativi sono stati bloccati questa mattina ad Atene dai dipendenti pubblici che protestano contro le misure di austerità adottate dal Governo Papandreou. L’iniziativa coincide con l’arrivo della Troika (Ue-Fmi-Bce) nella capitale ellenica per discutere lo stanziamento dell’ultima tranche del primo piano di aiuti stanziato per la Grecia. L’intenzione dei manifestanti è di impedire appunto l’accesso agli esperti della Troika negli uffici pubblici per sottolineare l’opposizione dei lavoratori all’applicazione di nuovi tagli ai salari. I dimostranti hanno quindi annunciato di essere disponibili a bloccare l’ingresso per le prossime 48 ore. Secondo la Tv pubblica Net sarebbero interessati alla protesta i dipartimenti delle Finanze, dello Sviluppo, della Giustizia, lavoro e salute, dell’agricoltura e degli Interni.

Continua sciopero tassisti: oggi secondo giorno: Il traffico ad Atene è oggi quasi normale e – dopo il blocco totale di ieri – tutti i mezzi di trasporto pubblico sono tornati in funzione con l’eccezione dei taxi che oggi proseguono l’agitazione di 48 ore proclamata la settimana scorsa. I tassisti protestano contro la decisione del governo di liberalizzare la loro professione nell’ambito di una serie di riforme tese a ristrutturare l’economia del Paese. Il capo del sindacato dei tassisti dell’Attica, Thymios Lyberopoulos, ieri ha ribadito che la protesta dei conducenti delle auto gialle non si fermerà ed ha messo in guardia il ministro dei Trasporti Yiannis Ragousis affermando che “dovrà passare sui cadaveri di 50 mila tassisti” prima di applicare la liberalizzazione della loro professione.

 

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