Ucraina si uccide in Commissariato: era in attesa di espulsione

Una cittadina ucraina, Alina Diachuk, di 31 anni, si è suicidata questa mattina in una stanza nel Commissariato di Villa Opicina, una frazione di Trieste, dove vengono temporaneamente trattenute le persone straniere in attesa di essere accompagnate alla frontiera. In base alla ricostruzione fornita dalla Questura di Trieste, l’ucraina si sarebbe suicidata usando il cordino della felpa. La donna era stata scarcerata sabato scorso dal locale carcere, era stata trattenuta nei locali di Villa Opicina in attesa degli adempimenti amministrativi finalizzati alla sua espulsione, a seguito di nulla osta concesso dall’autorità giudiziaria. La donna era stata arrestata dalla Squadra Mobile della Questura di Gorizia lo scorso 30 giugno per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e associazione a delinquere e per questo era detenuta. Verso le 10.30, personale dell’Ufficio Immigrazione della Questura era entrato nella stanza per notificare alla donna i relativi provvedimenti, trovandola agonizzante. I tentativi di rianimazione, eseguiti prima dal personale del Commissariato e poi dai medici del 118 e durati oltre un’ora, non sono serviti a salvarle la vita. Sul posto si sono recati il pm di turno, Massimo De Bortoli, e il medico legale.

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