Tridico candida alle Regionali in Calabria la filosofa Donatella Di Cesare: scoppia il caso, con FdI che insorge e accusa

Entra nel vivo la campagna elettorale in Calabria dove la candidatura della filosofa e docente della Sapienza, Donatella Di Cesare, è finita al centro di un duro scontro tra Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle.

A sollevare il caso sono stati gli esponenti del partito di Giorgia Meloni che hanno criticato la scelta del candidato di centrosinistra Pasquale Tridico (M5S) di inserire nella propria lista il nome della docente già in passato nel mirino della destra per un vecchio tweet sulla brigatista Balzerani.

Critiche che l’ex presidente dell’Inps ha bollato come un atto intimidatorio.

“Sono stupito e sconcertato dagli attacchi di Fratelli d’Italia contro Donatella Di Cesare, filosofa, pacifista e femminista, presa di mira utilizzando un vecchio tweet stravolto per attribuirle tesi mai sostenute e parole mai pronunciate. Che un partito di governo arrivi a mettere nel mirino una cittadina, la cui candidatura non è stata nemmeno ufficializzata, è un atto intimidatorio che mina la nostra democrazia. E dovrebbe preoccupare tutti”,  scrive su Facebook Pasquale Tridico, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Calabria.

“Donatella Di Cesare – ricorda – ha sempre preso le distanze da ogni forma di violenza, scegliendo invece – come tante donne della sua generazione – di abbracciare il femminismo. Vorrei ricordare a Fratelli d’Italia che, mentre si accanisce contro una donna libera che parla di pace, diritti e giustizia sociale, insieme a Lega e Forza Italia hanno candidato presidente un indagato per corruzione. Questa è l’ipocrisia del centrodestra: montare un caso su un tweet, mentre chiedono ai cittadini di affidarsi a chi deve ancora chiarire la propria situazione giudiziaria. Noi continueremo a parlare di lavoro, sanità, giovani e futuro. Non di campagne d’odio”.

“Tridico, per difendere la Di Cesare, dice che Fdi la starebbe attaccando per ‘un vecchio tweet stravolto per attribuirle tesi mai sostenute e parole mai pronunciate’ – afferma Filippo Pietropaolo, vicepresidente della Regione Calabria – Rileggiamo il tweet della professoressa dedicato, con tanto di fotografia, alla brigatista Barbara Balzerani, morta il 4 marzo 2024: ‘La tua rivoluzione – scriveva la Di Cesare – è stata anche la mia, le vie diverse non cancellano le idee, con malinconia un addio alla compagna Luna’. Cosa ci sarebbe di stravolto caro Tridico? In cosa consisterebbe la strumentalizzazione?”.

“Quell’uscita – ricorda – sollevò nel Paese una giusta ondata di indignazione. Tutte le testate giornalistiche – dal Corriere a Repubblica, da La Stampa a La7 – parlarono giustamente di tweet choc. E arrivarono condanne unanimi. Francesco Verducci del Pd – partito oggi alleato dell’ex presidente Inps – si definì ‘impietrito di fronte al giudizio politico sul fenomeno delle Br’. Ecco, oggi Tridico dovrebbe solo fare silenzio, chiedere scusa alle famiglie delle vittime delle Brigate rosse ed arrossire per la vergogna”.

“La candidatura della professoressa Donatella Di Cesare in Calabria da parte del Movimento 5 Stelle suscita seria preoccupazione, alla luce di sue precedenti dichiarazioni pubbliche, eccessivamente indulgenti, quasi assolutorie, in occasione della morte della brigatista, mai pentita, Barbara Balzerani – afferma Wanda Ferro, deputato di Fratelli d’Italia e coordinatore regionale in Calabria – Ricordo le forti e vive proteste che si sollevarono in quei giorni, e che coinvolsero anche il mondo accademico. Ritengo che sia impensabile candidare chi ricorda con ‘malinconia’ quella che fu non una ‘rivoluzione’, come scrisse la stessa Di Cesare, ma una delle stagioni più drammatiche della storia repubblicana. Ne va del rispetto delle vittime del terrorismo e delle loro famiglie”.

“Le istituzioni democratiche – aggiunge – si fondano sulla memoria condivisa e sul rispetto delle vittime di quelle stagioni di odio e di violenza, oltre che sui valori della libertà e della democrazia in cui è evidente che le Br non si sono mai riconosciute. Ogni scelta politica dovrebbe riflettere tali valori con responsabilità e senso delle istituzioni, e non ammiccare agli estremismi per racimolare consenso”.

Donatella Di Cesare  è una filosofa, editorialista e saggista italiana, professore ordinario di filosofia teoretica all’Università “La Sapienza” di Roma. Ha tenuto lezioni e conferenze in molte università europee ed americane. I suoi libri sono tradotti in 8 lingue. Si è occupata successivamente delle responsabilità della filosofia verso l’Olocausto, della condizione umana sottoposta alla violenza estrema, del terrore nell’età della globalizzazione, del tema della sovranità, degli interrogativi filosofico-politici sull’estraneità e sul mito dell’identità.

Si è caratterizzata per i suoi lavori sulla Shoah e la sua denuncia dell’antisemitismo, in particolare di Heidegger nei Quaderni Neri ai quali ha dedicato due libri che hanno suscitato dibattito tra importanti filosofi. Il suo libro Heidegger e gli ebrei: I quaderni neri è stato definito da Gianni Vattimo: ” Il testo mai ancora scritto che, più che offrire strumenti per rileggere Heidegger, lo illumina come un vero e proprio documento d’epoca, in cui si riassume una parte decisiva della cultura del Novecento”. Dopo questi lavori, Donatella Di Cesare è stata minacciata e costretta a vivere sotto scorta per tre anni.

Ulteriore indignazione ha avuto il suo post su X da lei pubblicato il 5 marzo 2024 alla morte della brigatista Barbara Balzerani: “La tua rivoluzione è stata anche la mia. Le vie diverse non cancellano le idee. Con malinconia un addio alla compagna Luna.  In seguito al post, la rettrice dell’Università “La Sapienza”, Antonella Polimeni, si è subito dissociata dalle dichiarazioni della docente del suo ateneo, esprimendo “sconcerto”, condannando “ogni forma di violenza” e prendendo “le distanze da qualsiasi dichiarazione di condivisione o vicinanza a idee, fatti e persone che non rispettano o non hanno rispettato le leggi della Repubblica e i principi democratici espressi dalla Costituzione”.

Interviene anche il senatore Maurizio Gasparri, responsabile nazionale Enti Locali di Forza Italia: “Assistiamo alle imbarazzate autodifese dei grillini che in Calabria vogliono candidare la professoressa Di Cesare di cui ricordiamo le infelici espressioni sulla storica esponente delle Brigate rosse, Barbara Balzerani. Bene fecero degli studenti, in maniera garbata e silente, ad evidenziare l’atteggiamento inaccettabile della Di Cesare che offendeva la memoria delle vittime delle Brigate rosse e del terrorismo. Che i grillini la vogliano ostentare come candidato non ci meraviglia viste le loro posizioni e le loro ambiguità su temi delicatissimi. E il Pd che cosa ha da dire in proposito, plaude a queste candidature? Quanta ambiguità, da Lucano alla Di Cesare. Questa è la sinistra che in Calabria perderà 60 a 37, come i sondaggi dimostrano. Viaggiano verso il disastro travolti dalle loro bugie e dai loro pessimi candidati”.

Circa Roberto Cristiano

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