Treviso, polemiche per le dichiarazioni di Said Chaibi

Torna nel vivo la polemica, per nulla assopita, tra il candidato al consiglio comunale di Treviso, Said Chaibi, ed una parte degli attivisti della Lega. Il giovane italiano di 22 anni ma figlio di marocchini ha subito una serie di attacchi per aver chiesto maggiore tolleranza in tema di religione con riferimento all’ipotesi di apertura di luoghi di culto islamico. A dichiararlo è Abdallah Khezraji, rappresentante delle comunità immigrate e vice presidente della consulta regionale per l’immigrazione, secondo lo stesso si tratterebbe di “solo un tentativo disperato della Lega di riguadagnare consensi irrimediabilmente persi“. Secondo quest’ultimo Said Chaibi sarebbe stato il destinatario di offese attraverso volantini ed interventi su Facebook alcuni dei quali ottenuti con fotomontaggi che associavano il giovane all’assunzione di stupefacenti. “Said Chaibi – prosegue Abdallah Khezraji – viene preso di mira e insultato sia perché è di origine marocchina sia per quanto ha detto. Ma Said è nato, cresciuto in Italia e qui ha studiato e soprattutto è un cittadino italiano che gode del diritto, sancito dalla Costituzione, di esprimere liberamente il proprio pensiero e di partecipare alla vita politica. Nel primo turno della scorsa settimana ha ottenuto il doppio delle preferenze del sindaco uscente, Gian Paolo Gobbo“.

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