Tremonti solo. Smette le vesti di superministro per indossare di nuovo quelle di economista. Sarà vero?

di Andrea Viscardi

 

Il discorso tenuto da Tremonti al Meeting di comunione e liberazione a Rimini, segna una svolta nei delicati e traballanti equilibri del governo. Il ministro ha formalmente evitato di infilarsi nella diatriba interna che si è aperta nella coalizione, su cosa e quanto tagliare e su quanto continuare a rinviare, come avviene sempre in questo Paese.
Della sua manovra, fatta in fretta, rimarrà ben poco, e di questo si è reso conto, arrendendosi all’evidenza dei fatti, che al tavolo della politica, che approfittando della pausa dei mercati che sembrerebbero ridare fiato all’Italia, la sua parola non conta più molto; la politica della mediazione ha ripreso il sopravvento.

A decidere e mediare sono di nuovo i leaders, Bossi da una parte ed Alfano dall’altra sotto l’occhio vigile di un Berlusconi che sembra aver ripreso in mano saldamente il timone del governo. Tutto condito da una voglia di proteggere e mettere al sicuro ciascuno i pascoli del proprio gregge. Quanto può incidere su questo scenario, un ministro fiaccato nell’immaginare dai mercimoni di un suo ex collaboratore ed isolato anche dal suo alleato di ferro che era la Lega? Tremonti conscio della sua attuale debolezza politica, ha smesso i panni del superministro, riprendendo quello dell’economista, che gli ha permesso senza esitazione di dire, in modo schietto la sua, circa lo stato della situazione economica nazionale ed internazionale. La sua visione strategica si basa su due punti fondamentali: il terremoto finanziario ripartito ad agosto non è affatto terminato; l’unica storia per arginarlo, è istituire attraverso gli Eurobond una barriera comunitaria all’assalto della speculazione. Puntare con determinazione su un nodo politico ostico ( soprattutto per i tedeschi che non ne vogliono sapere di pagare le tasse per gli altri, a dire di Tremonti, non c’è una via d’uscita) quale quello degli Eurobond sarebbe l’unica strada percorribile per far ripartire lo sviluppo attraverso un massiccio intervento di risorse pubbliche nell’economia. Il suo discorso, libero da lacci e vincoli politici, da puro economista, ha riscosso una marea di applausi dal pubblico di Rimini. Starà il saggio Giulio intessendo rapporti politici nuovi alla ricerca di una nuova e futura collaborazione politica? Su un punto il Ministro è sicuro, che le sorti del governo non dipendono certo dalla diatribe tra Berlusconi e Bossi o dalla sterile e inconcludente opposizione di Bersani bensì sono legati allo scacchiere internazionale ed ai suoi non prevedibili sviluppi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com