Tremonti: “Nessuno condono nella Manovra”. Dubbi UE sull’evasione fiscale

Nella manovra non ci sarà nessun tipo di condono o scudo fiscale perché si tratterebbe di interventi “una tantum”. La conferma arriva direttamente dal ministro dell’economica Giulio Tremonti parlando alla Commissione Bilancio del Senato. Il ministro “conferma l’intenzione di non procedere a nessuna misura di condono, poiché si tratterebbe di un intervento una tantum che genera introiti di cassa ma che non modifica l’assetto della finanza pubblica”. Tremonti poi chiude definitivamente la porta a nuovi scudi fiscali. Nei rapporti tra Italia e Svizzera per risolvere le controversie fiscali pendenti non sarà utilizzato questo strumento. “Sussiste l’esigenza – ha sottolineato il ministro dell’Economia – di evitare interventi singoli di rimpatrio di capitali che forniscano un gettito solamente una tantum, procedendo pertanto con attenzione e prudenza”.

Il titolare del ministero di via XX Settembre assicura che “nella manovra economica non c’è un eccessivo squilibrio della componente fiscale rispetto ai tagli alla spesa”. “Non possano essere condivisi i rilievi formulati nei confronti della manovra circa un eccessivo squilibrio della componente fiscale rispetto alla decurtazione della spesa. La proporzione inizialmente prevista viene infatti mantenuta e confermata, ove si consideri che il contributo di solidarietà viene sostituito da misure prettamente fiscali, quantunque nella loro gestione vengano inclusi i governi locali. L’Europa, intanto, si divide sul giudizio alla manovra bis del governo Berlusconi. La UE “è preoccupata dal ruolo data all’evasione”. Berlino la “promuove a pieni voti”.

“La Commissione Europea guarda con preoccupazione alla rilevanza data nella manovra alle misure contro l’evasione fiscale”. Per Amadeu Altafaj, portavoce del commissario per gli Affari economici e monetari Onli Rehn, le preoccupazioni di Bruxelles sono dovute alle “difficoltà e incertezze legate alla valutazione del gettito che può derivare dall’applicazione delle misure antievasione”. Per ora la Commissione resta guardinga e, comunque, “Bruxelles esprimerà il suo giudizio finale solo dopo l’approvazione definitiva della manovra”, precisa Altafaj. “Piena fiducia” alla manovra di Silvio Berlusconi è espressa dal governo di Angela Merkel. Da Berlino si dicono sicuri che il governo italiano, nonostante i cambiamenti alla manovra, “approverà le misure necessarie a rispettare il risparmio previsto per arrivare agli effetti attesi sul bilancio pubblico”.

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