Trattati di Roma, i leader europei da Papa Francesco

‘Ritornare a Roma 60 dopo non può essere solo un viaggio nei ricordi, quanto piuttosto il desiderio di riscoprire la memoria vivente di quell’evento per comprenderne la portata nel presente. Occorre immedesimarsi nelle sfide di allora, per affrontare quelle dell’oggi e del domani’, sono le parole di Papa Francesco in apertura del suo discorso ai leader europei convenuti in Vaticano in occasione del 60esimo anniversario dei Trattati di Roma. Per il Pontefice l’Europa ha bisogno di speranza, e la ritrova quando l’uomo è il centro e il cuore delle sue istituzioni. E ancora: ‘L’Europa ritrova speranza quando non si chiude nella paura di false sicurezze. L’Europa ritrova speranza nella solidarietà, che è anche il più efficace antidoto ai moderni populismi’.

Poi il valore della pace: ‘Spesso si dimentica anche un’altra grande conquista frutto della solidarietà sancita il 25 marzo 1957: il più lungo tempo di pacedegli ultimi secoli. Ventisette anni dopo la caduta del Muro di Berlino  l’Europa ha perso la consapevolezza del dramma di famiglie separate, della povertè e della miseria che quella divisione provocò .

Il premier italiano Paolo Gentiloni ha sottolineato: ‘L’Unione non è solo quella dei parametri ma quella dei valori, della ricchezza delle diversità, dell’esempio, della morale e delle idee’. Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, ha sottolineato che l’Unione è l’unico continente al mondo dove non esiste la pena di morte a dimostrazione che nessuno ha il diritto di togliere la vita ad un altro essere umano nessun può togliere la liberta ad un essere umano di redimersi.

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