Trapani, operazione ‘Campus Belli’: sequestrati beni per 38 mln a Matteo Messina Denaro

Scacco matto alla ‘mafia messinese’. I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Trapani, hanno sequestrato beni per un valore di 38mln di euro al patrimonio di Matteo Messina Denato ed alla famiglia di Campobello Di Mazara. Il provvedimento, emesso dalla dal tribunale di Trapani, su proposta della Procura di Palermo, completa un percorso investigativo che, dopo aver portato all’arresto degli esponenti di spicco dell’organizzazione criminale, ha individuato un ingente patrimonio accumulato dal sodalizio che comprende aziende olearie, attività commerciali, abitazioni, terreni e numerosi rapporti bancari. L’intervento si è concentrato nelle province di Trapani, Varese e Milano. In particolare l’inchiesta ha accertato la riconducibilità alla famiglia mafiosa di Mazara, degli oleifici della Moceri Antonino & C.Srl, che il capo mafia Leonardo Bonafede, aveva intestato fittiziamente  agli imprenditori Antonino Tancredi eAntonino Maceri, al fine di sottrarli alla condanna per associazione mafiosa.

E’ stato inoltre documentato come le casse sociali delle due aziende venissero alimentate con denaro illecito, così da divenire strumento per l’ottenimento di finanziamenti illeciti.  Le somme così accantonate venivano utilizzate per commissionare importanti lavori alle imprese riconducibili al noto Rosario Cascio, complice del  latitante Matteo Messina Denaro. Il sequestro ha riguardato anche il patrimonio di Filippo Greco, già titolare di società immobiliari e di costruzioni nella provincia di Varese e principale finanziatore della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara, che sosteneva attraverso costanti donazioni di denaro, a favore degli associati detenuti e alle imprese riconducibili alla Consorteria. Greco era inoltre l’imprenditore di fiducia di Francesco Luppino, referente di Matteo Messina Denaro nel periodo in cui la Cosa Nostra palermitana stava tentando di ricostruire la commissione provinciale. Le indagini hanno inoltre accertato la presenza di conti svizzeri riconducibili allo stesso Greco .

Coinvolta nelle indagini anche Cataldo La Rosa, arrestato per associazione mafiosa,  perché promotore di un risarcimento alle famiglie mafiose di € 2.000.000,00 erogato dal Ministero dell’Interno e percepito dagli eredi di Salvatore Stallone cognato dello stesso La Rosa, ucciso negli anni ’80. Grazie all’intervento del Ros, il Ministero dell’Interno ha proceduto alla revoca del beneficio. In sostanza, il Tribunale di Trapani ha disposto il sequestro di 2 strutture industriali, 4 società nel settore ovicolo,  181 iummobili, tra cui ville, appartamenti, magazzini e terreni agricoli, 20 autovetture, oltre a 43 rapporti bancari e 5 polizze assicurative.

 

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