Tra Siria e Turchia è vento di guerra. Ankara autorizza operazioni militari

Sì alle operazioni militari in Siria. E’ quanto deciso dal parlamento di Ankara, che riunitosi a porte chiuse ha approvato la mozione presentata dal premier Recep Tayyip Erdogan ed ha autorizzato per un anno possibili operazioni militari turche in Siria, come riferisce la tv privata Ntv.

 

Russia. Intanto dalla Russia il ministro degli esteri,  Serghiei Lavrov , chiede a Damasco di dichiarare pubblicamente che il colpo di mortaio sparato dal territorio siriano in quello turco è stato un incidente e che non si ripeterà. “ Attraverso il nostro ambasciatore in Siria, abbiamo parlato alle autorità siriane le quali ci hanno assicurato che quanto accaduto al confine con la Turchia é stato un tragico incidente e che non si accadrà di nuovo”, ha dichiarato il capo della diplomazia russa secondo cui è di fondamentale importanza per Damasco dichiararlo ufficialmente”, ha aggiunto.

 

Venti di guerra tra Siria e Turchia. Bombe, sangue, morti.  Cresce la tensione tra Siria e Turkia. Ankara ha infatti bombardato i confini siriani per rispondere  all’attacco di ieri ad Akcakale, che aveva causato cinque morti e 13 feriti.

 Per il  ministro degli Esteri Giulio Terzi, il governo turco ha tutto il diritto di richiedere  “l’autorizzazione a operazioni militari e ad informarsi sulle conseguenze di una simile scelta”.

 Intanto nella notte l’Alleanza Aatlantica si è riunita a Bruxelles per  chiedere lo lo stop immediato all’aggressione contro la Turchia. Il bombardamento  “è una grave violazione delle leggi internazionali e costituisce un motivo di grande preoccupazione per tutti gli alleati, che lo condannano con forza”,  spiega un comunicato stampa redatto al termine della riunione. L’Alleanza “continua a sostenere la Turchia e chiede di mettere immediatamente fine a questi atti aggressivi contro un Paese alleato”.

Ed oggi i membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu discuteranno della conflittualità tra Siria e Turchia, che si sta rivelando una vera e propria emergenza.

Per la Turchia, che ha fatto richiesta in tal senso, il Consiglio di sicurezza deve intervenire contro Damasco.  Inoltre il Parlamento turco si è riunito in sessione straordinaria per dibattere un progetto di legge che autorizzi un intervento in Siria.

Da parte sua, il  regime siriano ha finalmente deciso di parlare, chiarendo che sta promuovendo un’indagine per capire le cause dell’incidente. “La Siria – ha dichiarato il ministro dell’Informazione Omran Zoabi – rispetta la sovranitàdei Paesi vicini e chiede a Stati e governi di agire con saggezza e razionalita”. Inoltre Zoabi ha anche rivolto le condoglianze al popolo turco per le vittime del bombardamento.   Ma la Siria, continua il capo della diplomazia del regime, “chiede anche ai Paesi vicini di rispettare la sua sovranità territoriale e di fermare i terroristi che varcano il confine ed entrano nel Paese”. Solidarietà al popolo turco arriva anche dalla Casa Bianca: “Siamo accanto ai nostri alleati turchi”,  ha fatto sapere in un comunicato.  Per Londra invece, come ha dichiarato il  ministro degli Esteri William Hague,  quello della Siria è stato esclusivamente un “atto oltraggioso”.

 

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