Tra Renzi e Conte si avvicina il momento della resa dei conti

Renzi e Conte sono ormai ai ferri corti, pronti allo scontro corpo a corpo, metaforicamente parlando, ovviamente. Questo governo è troppo piccolo per tutti e due, e su questo punto sembra che non ci siano particolari dubbi. Resta ora da capire chi riuscirà a ‘rottamare’ l’altro.

Matteo Renzi sembra avere il coltello dalla parte del manico. Dai numeri di Italia viva, al momento, dipende la stabilità del governo in Aula, e come se non bastasse Iv continua a crescere numericamente e accresce il suo potere contrattuale.

Nelle ultime ore Renzi ha guadagnato un senatore e una deputata, Cerno (Pd) e Rostan (Leu). Italia Viva ad oggi vanta quindi trenta deputati e diciotto senatori, numeri che iniziano ad essere rilevanti se non addirittura preoccupanti per la maggioranza di governo. “Nei prossimi giorni comunque vediamo se c’è la volontà politica o meno di andare avanti. Ho comunque l’impressione che non è vero che stiamo perdendo colpi. Se c’è un governo senza di noi, noi rispettiamo il Parlamento. Però se non hanno i numeri e se siamo decisivi per la maggioranza, allora dico ascoltate anche noi”, avverte il leader di Italia Viva.

Giuseppe Conte è consapevole che non è possibile andare avanti così e si prepara alla resa dei conti in Aula. La sensazione è che lo scontro tra i due leader debba necessariamente risolversi con un vinto e un vincitore. Il tempo delle mediazioni e dei compromessi sembra ormai andato definitivamente. Se Renzi dovesse decidere di dichiarare apertamente guerra al Presidente del Consiglio, come sembra, Giuseppe Conte andrebbe in Aula ad aprire formalmente la crisi di governo convinto del fatto che i responsabili possano salvare l’esecutivo mettendo Renzi e Italia Viva alla porta. In caso contrario lo scenario più probabile sarebbe quello di un governo elettorale fino al voto che potrebbe essere fissato al mese di settembre. Difficile pronosticare un passo indietro del Presidente del Consiglio e un rimpasto: “Non posso nascondere la nostra insoddisfazione che sara’ portata oggi al tavolo. L’Italia e’ un contributore netto dell’Unione e non e’ disponibile ad accettare un compromesso a ogni costo”. Secondo Conte “la situazione del negoziato, con la proposta Michel, apporta alcuni lievi avanzamenti rispetto al precedente quadro negoziato della presidenza finlandese. La proposta rimane comunque inadeguata”, in merito alla proposta sul bilancio dell’Ue 2021-2027 avanzata venerdi’ dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Comunque “il vertice  appare complesso e complicato perche’ basato su una proposta che non rispetta le attese di dotare l’Ue di strumenti innovativi o adeguati all’elevata posta in gioco, una preoccupazione condivisa anche dal Parlamento europeo”. In ogni caso, osserva Conte, c’e’ “una preoccupazione condivisa anche dal Parlamento europeo che non esiterebbe a bocciare un bilancio inadeguato.

Una “cura da cavallo” per affrontare una situazione che descrive di “emergenza nazionale” del sistema Italia, “fanalino di coda” in Europa per la crescita, alla quale devono “contribuire tutti”, maggioranza e opposizione, nel rispetto dei loro ruoli. E’ quello che ha in mente Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio ne parla con i giornalisti, uscendo da Palazzo Madama, al termine della mattinata trascorsa al Senato per l’informativa e il seguente dibattito in vista del consiglio europeo sul bilancio 2021-27. Dibattito durante il quale incassa il ‘lasciapassare’ di Matteo Renzi a trattare in Ue. “Lei al consiglio europeo ci rappresenta appieno”, scandisce il leader di Italia viva, perchè “sui temi della politica continentale e dell’impegno europeo non è possibile alcuna condivisione: pensare che le fibrillazioni interne possano portare a una presa di distanza delle politiche europee sarebbe sbagliato”.

L’appello del premier dopo giorni di alta tensione con Iv.  Stando a quanto si apprende, l’ex premier dovrebbe proporre “con forza” una sorta di “patto per le riforme, cambiare le regole del gioco” della politica, rivolto a tutti i partiti. Su un altro fronte, principalmente economico, invece, si spiega l’appello lanciato da Conte. A chi gli chiede se andrà in Parlamento a ‘verificare’, chiedendo la fiducia, i numeri del governo, Conte risponde, netto: “I titoli dei giornali non mi appassionano, come avrete capito. Siamo concentrati … è stato molto proficuo il clima che si è verificato sui tavoli di lavoro il confronto delle forze di maggioranza”.

“La notizia è che vi sorprenderemo perchè nei prossimi giorni ci sarà una cura da cavallo per il sistema Italia. Adesso abbiamo fatto una ricognizione”. “Questi giorni sono la base per ripartire, siamo in emergenza, perchè questi numeri di crescita non ci possono soddisfare. Si può parlare di vera e propria emergenza che dobbiamo condividere tutti”. Siamo in emergenza, quindi questi giorni sono la base per ripartire. I numeri di crescita non ci possono soddisfare, possiamo parlare di vera e propria emergenza, che dobbiamo condividere tutti e dobbiamo tutti lavorare, ciascuno ovviamente per le responsabilità che si assume rispetto ai ruoli del ruolo, chi è in maggioranza e chi è in minoranza. Il sistema Italia dà il meglio di sè davanti all’emergenza singola, vedi il ponte Morandi, adesso sull’Ilva. Creeremo un’emergenza nazionale, tutti quanti saranno coinvolti, tutti daranno un contributo”, ha insistito. “Siamo in emergenza nazionale, e noi quando siamo in emergenza nazionale riusciamo a coordinare le nostre forze al meglio e farle esprimere al meglio. Dobbiamo lavorare come se fosse un’emergenza nazionale”.

Intanto, dall’opposizione, Matteo Salvini respinge già la proposta ‘renziana’ prima ancora che sia fatta. “L’unico governo possibile è quello che devono scegliere gli italiani”, scandisce, “l’elezione diretta del presidente non deve essere una scusa per tirare a campare”.

In realtà siamo alle battute finali dello scontro tra Matteo Renzi e Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio sta realizzando che in questo modo non si può andare avanti. La dimostrazione arriva dai lavori in Commissione Giustizia sulle intercettazioni. I renziani hanno inchiodato le altre forze di maggioranza su un emendamento. Fanno il bello e il brutto tempo. Ma questo è solo l’antipasto, un’anticipazione di quello che potrebbe essere il futuro. Un’anticipazione su un tema in cui tutti dovevano essere d’accordo, almeno in linea di principio.

Purtroppo le cattive notizie per la maggioranza di governo non sono finite. Italia Viva infatti continua a crescere dal punto di vista numerico.   La contromossa viene dall’opposizione, con un manipoli di uomini di Forza Italia, Udc e totiani che stanno lavorando alla formazione di un gruppo di responsabili in grado di salvare il governo. L’obiettivo è resistere fino al 29 marzo. Dopo l’approvazione del taglio dei parlamentari il discorso elezioni sarebbe congelato e a quel punto si può forzare la mano. Conte potrebbe permettersi di affrontare Renzi a viso aperto.

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