Tra note e versi: il Premio La Ginestra 2025 illumina Villa Campolieto

La luce di fine novembre ha filtrato dalle ampie finestre di Villa Campolieto, come un sipario naturale. La giornata è stata tersa e il Vesuvio sembrava quasi partecipare all’evento. Sulle scale monumentali a rampa centrale e laterali — ispirate allo scalone d’onore della Reggia di Caserta — i ritratti dei vincitori delle passate edizioni hanno osservato il via vai degli ospiti, testimoni di memorie e storie intrecciate.

Domenica 30 novembre 2025, Villa Campolieto ha ospitato la XVIII edizione del Premio Nazionale Letterario Leopardiano La Ginestra, riconoscimento che celebra la figura di Giacomo Leopardi e premia chi, con studi e iniziative culturali, contribuisce a rinnovarne l’eredità. L’edizione si è svolta qui poiché la sede tradizionale del premio, la villa storicamente legata al poeta, è attualmente interessata da lavori di restauro.

Il premio, organizzato dal Rotary Club Torre del Greco Comuni Vesuviani con la collaborazione della Fondazione Ente Ville Vesuviane — guidata dal Direttore Gennaro Miranda — e dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è stato assegnato al professor Francesco Paolo Botti, docente di Letteratura Italiana, per “l’ampiezza e la profondità del suo lavoro di interpretazione dell’avventura intellettuale e poetica leopardiana”.

La cerimonia: un intreccio di studi, musica e teatro. La conduzione è stata affidata alla giornalista Donatella Trotta. Dopo i saluti istituzionali da parte del Rotary, dell’Università e della Fondazione, Miranda ha evidenziato l’importanza di mantenere vive le ville come spazi di cultura, memoria e comunità, sottolineando come eventi di questo tipo contribuiscano alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico e al dialogo con il territorio.

Un significativo intervento è stato quello di Giuseppe Ascione, che ha sottolineato l’importanza della cultura e della gratuità della partecipazione dei presenti. Ascione ha evidenziato come la sua famiglia, da generazioni, sostenga iniziative culturali sul territorio e abbia prestato particolare attenzione al Premio La Ginestra, contribuendo a valorizzare la conoscenza, l’arte e la memoria condivisa.

Il programma artistico ha avuto una particolare raffinatezza. Il musicologo Giovanni Oliva ha introdotto i brani pianistici, offrendo al pubblico chiavi di ascolto limpide e appassionate che hanno creato un ponte tra il repertorio eseguito e la sensibilità leopardiana evocata dal premio.

Al pianoforte si è esibita Lidia De Migno, giovane ma già brillantissima pianista e compositrice, apprezzata per una maturità interpretativa che supera l’età. La sua esecuzione del Terzo Improvviso op. 90 di Schubert  con grande finezza timbrica ha catturato subito l’attenzione del pubblico. A seguire, la Prima e la Quarta Ballata di Chopin sono state restituite con una forza narrativa ed emotiva che ha evidenziato tanto la qualità tecnica quanto la profondità interiore del suo pianismo.

Le letture sono state affidate all’attore e regista Massimiliano Foà, che ha dato voce a testi leopardiani giovanili come “Lo starnuto” e al brano indirizzato al marchese Gino Capponi, modulando toni e sfumature e sottolineando la drammaticità e l’ironia della prosa poetica.

L’intervento del premiato. Nel suo intervento, il professor Botti ha richiamato l’attualità del pensiero di Leopardi: l’analisi della natura, la critica delle illusioni e la centralità della solidarietà umana come unico antidoto al dolore. Ha inoltre evidenziato come Leopardi anticipi riflessioni che saranno centrali nel pensiero moderno, collegandosi agli studi di Emanuele Severino e Massimo Cacciari sul nichilismo, e mettendo in luce il legame tra la coscienza leopardiana della finitezza e la filosofia contemporanea.

Un ponte tra passato e presente. L’edizione 2025 ha ribadito il ruolo del Premio La Ginestra come appuntamento culturale di riferimento. Villa Campolieto, con la sua architettura e la sua storia, ha accolto una manifestazione che intreccia ricerca accademica, musica, poesia e memoria. La presenza di una giovane interprete come Lidia De Migno, la competenza musicologica di Giovanni Oliva, la voce scenica di Foà, il rigore critico di Botti, la sensibilità di Ascione e la direzione della Fondazione sotto Miranda hanno trasformato la mattinata in un’esperienza corale, intensa e coerente, confermando il valore del premio come luogo in cui la cultura non solo si celebra, ma continua a generare senso.

https://www.ascione.it/premiolaginestra/index.html

Roberto Buono

Circa Redazione

Riprova

MANDRAGOLA di Niccolò Machiavelli, il Capolavoro del teatro del Cinquecento in scena al Teatro Arcobaleno di Roma da venerdì 12 dicembre

TEATRO ARCOBALENO(Centro Stabile del Classico)  da venerdì 12 a domenica 21 dicembre 2025(venerdì e sabato ore …

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com