Toti lascia Forza Italia e riparte da Matera: ‘Cambiamo’

A settembre partiremo da Matera – ha detto il governatore ligure Giovanni Toti a chi gli chiedeva cosa aspettarsi dopo l’addio a Forza Italia – , città del Sud e capitale europea della cultura per girare tutte le regioni d’Italia con la parola d’ordine ‘Cambiamo’. Chiederemo a tutti coloro che vogliono partecipare di cambiare il centrodestra, di cambiare lo schema politico e il Paese con tutto quello che serve”. “Aspettiamo settembre – ha detto – non vorrei sembrare asfissiante agli italiani anche nell’unica settimana di vacanza che tante persone possono permettersi”.

Dopo aver sparigliato con l’idea di una federazione di centro – L’Altra Italia -, Silvio Berlusconi rimette in riga Forza Italia nominando un Coordinamento di presidenza e superando coordinatori nazionali e Tavolo delle regole. Ma stavolta non si ribella solo il ribelle per antonomasia Giovanni Toti – escluso dal nuovo organismo – bensì anche l’altra ormai ex coordinatrice, Mara Carfagna.

La tragedia diventa farsa, non vogliono cambiare nulla. L’Altra Italia: sembra un’auto d’epoca, operazione nostalgia, ironizza. Partirà per il tour ‘Cambiamo insieme’, approdo probabile l’alleanza con la Lega. Da Carfagna una nota durissima: “Un coordinamento del quale nessuno mi ha chiesto di far parte e di cui non intendo far parte, il modo migliore per uccidere Forza Italia”.

La vicepresidente della Camera sperava in una maggiore volontà di rinnovamento, dicono fonti a lei vicine. E la federazione di centro le sembra una formula vecchia e già sconfitta. Con Carfagna e Toti si schierano in modo diverso Paolo Romani, Laura Ravetto, Osvaldo Napoli e altri. I peana di moltissimi esponenti forzisti per l’idea della federazione di centro non appaiono così compatti sul nuovo Coordinamento varato da Berlusconi. E fonti della presidenza di Fi precisano che le nomine del Coordinamento “sono state volute per precisa ed esclusiva volontà di Silvio Berlusconi”. Forse per fugare i sospetti, non nuovi tra gli azzurri, che un ‘cerchio magico’ forzi la mano al leader.

Il governatore della Liguria preannuncia l’addio al partito, la vicepresidente della Camera parla di “comitato di liquidazione” del quale non farà parte. “Una scelta in direzione esattamente contraria alle intenzioni che mi ha manifestato Berlusconi” appena il giorno prima, accusa Carfagna, che si sente tradita e che ha appreso di dover fare parte del nuovo coordinamento allargato dalla stampa. Il suo dissenso aperto, senza precedenti a memoria, segue una riunione del Tavolo nella sede nazionale di Forza Italia a Roma con i coordinatori e gli altri componenti del board, Antonio Tajani, Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini. L’incontro era programmato per proseguire il percorso verso il congresso in autunno – il primo degli azzurri – e le possibili primarie, chieste con forza da Toti. Ma alla vigilia il Cavaliere ha lanciato a sorpresa la federazione, bagnando le polveri all’annunciato progetto di Toti (che va all’incontro romano con dimissioni virtuali in tasca) e contemplando al massimo primarie tra i soli iscritti a Forza Italia. Carfagna esce prima dalla riunione, con tre proposte diverse da discutere con Berlusconi, parlando ancora da coordinatore nazionale.

 

 

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