Uccide uomo a colpi di scimitarra: fermato complice

Lo ha aiutato nell’omicidio, ma non è lui il colpevole. L’assassino infatti è ancora in libertà. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il minorenne romeno fermato per l’omicidio di Gheorghe Cimpoesu, giovedi’ sera in strada a Torino, avrebbe assistito al delitto e collaborato fattivamente al pestaggio. Non solo: si sarebbe allontanato assieme all’omicida e lo avrebbe aiutato a scappare. L’accusa nei confronti del minorenne resta pesante: concorso in omicidio volontario. I carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Francesco Saverio Pelosi, stanno continuando a scandagliare l’ambiente della comunita’ romena di borgo Aurora per risalire a colui che ha sferrato materialmente i colpi di scimitarra, arma che non e’ ancora stata trovata.

Alla vittima è stata amputata anche la mano: Rumeno, 22 anni e senza dimora fissa: è questo l’identikit dell’uomo ucciso ieri sera a Torino con dieci colpi di scimitarra. Il giovane, al quale l’assassino ha anche tagliato la mano destra, aveva piccoli precedenti penali. Al delitto, avvenuto per strada, hanno assistito decine di persone, affacciate a finestre e balconi delle loro abitazioni, richiamate dalle urla e dalle richieste di aiuto del giovane. Nella zona del delitto, in un cassonetto dell’immondizia, gli investigatori hanno recuperato un coltello che, però, ritengono non sia l’arma usata dall’assassino.

Il coltello, infatti – stando ai primi accertamenti – non presenta tracce di sangue e non corrisponde alla descrizione fatta da alcuni testimoni, che hanno parlato di una scimitarra con una lama lunga circa mezzo metro. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, Cimpoesu ha tentato di sottrarsi all’aggressione ed è fuggito; dopo qualche decina di metri, però, è inciampato ed è stato raggiunto. L’assassino lo ha colpito con grande violenza, tagliandogli la mano proprio nel corso dell’aggressione. Si è poi allontanato con calma, nella stessa direzione dalla quale era arrivato, facendo perdere le tracce.

Gli investigatori hanno trovato in tasca alla vittima solo alcune monete, per non più di quattro euro. Giallo totale, ovviamente, sui motivi che hanno portato al delitto al quale avrebbero assistito anche due donne che erano in compagnia dell’assassino ma che non avrebbero partecipato all’aggressione. Il delitto è avvenuto nel quartiere Barriera di Milano, verso la periferia settentrionale della città, non lontano da Porta Palazzo.

Secondo una prima ricostruzione, la vittima ha tentato di fuggire e per qualche decina di metri c’é riuscito. A un certo punto, però, è inciampata ed è stata raggiunta dall’aggressore. La violenza, a quel punto, si è scatenata in maniera inaudita: con l’arma – una scimitarra, un machete o qualcosa di simile – l’assassino ha colpito la vittima in più parti del corpo. Gli ha poi staccato la mano destra e, con un altro taglio, anche un altro pezzo del braccio. Si è poi allontanato con calma facendo perdere le tracce, mentre la gente che abita nella zona chiamava le forze dell’ordine.

 

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