Tomcat: riflessione sulla follia della selezione genetica

Al Ridotto del Mercadante di Napoli,  fino a domenica 15, ‘Tomcat’, interessante testo inedito in Italia del giovane drammaturgo inglese James Rushbrooke, a pieno titolo  vincitore del premio Papatango New Writing 2015 Prodotto da Teatro Stabile di Napoli–Teatro Nazionale e Casa del Contemporaneo, traduzione di Roberto Vertolomo, regia di Rosario Sparno.

Tomcat,  affronta i fondamenti dell’etica medica, della malattia mentale e dell’aborto. Un testo ben scritto di drammaturgia, non solo contemporanea, una storia drammatica narrata in maniera diretta ed efficace che riesce a commuovere, anche grazie alla interpretazione degli attori che dona agli spettatori emozioni ed una serie di stimoli per una attenta riflessione sull’eticità ricerca scientifica e sulla responsabilità di ciascuno; sul mito della ‘perfezione genetica’ della selezione della specie e le relative, inevitabili follie, che già hanno colpito l’Umanità, più che mai in agguato.

Una cavia umana innocente come tutte le cavie di ogni specie e razza; un ricercatore fanatico e determinato egli stesso vittima di un sistema oltre che delle sue convinzioni che lo portano ad accettare ed a reputare addirittura giusta la decisione di eliminare il figlio in arrivo, geneticamente imperfetto il coraggio della di lui moglie di fuggire per salvare la sua creatura; una ricercatrice stanca ed in crisi – che si rivela la più umana e coraggiosa, a dispetto delle apparenze che spesso ingannano ed impediscono all’essere umano, a suo discapito, di valutare chi ha davanti – che sceglie di rischiare il tutto per tutto, mettendosi contro la legge, rinunciando a status e sicurezza economica; un infermiere che si presenta affezionato alla sua assistita, sul quale si concentrano inevitabilmente le speranze dello spettatore per la salvezza della perseguitata Jessie che invece si rivela un inetto, troppo debole per rinunciare al ‘certo quotidiano’, pur essendo conoscente della inevitabile ed atroce fine che attende la sua paziente ovvero il suo ‘animale domestico’ come la stessa protagonista si definisce.

Inchiodato sulla sedia, lo spettatore assiste all’inevitabile succedersi degli accadimenti, stretto nella morsa del l’impotenza. Ma il germe della riflessione già si sta facendo spazio nella sua mente. Ed è questo il fine ultimo dell’autore, così come del regista Sulla scena un’intensa Francesca De Nicolais, Fabiana Fazio, Luca Iervolino, Elisabetta Pogliani e lo stesso Rosario Sparno, tutti convincenti.

I costumi sono di Alessandra Gaudioso; il disegno luci di Riccardo Cominotto; le scene di Enrico de Capoa; le sonorizzazioni e le musiche di Massimo Cordovani; i disegni di Micaël Queiroz.

‘In un futuro prossimo il mondo è migliore di adesso. Malattie e disfunzioni sono state debellate. Ma qualcosa, qualcuno, ancora sfugge. Nel DNA dell’adolescente Jessie c’è un pericolo Qualcosa che va studiato e curato. A qualunque costo. Per il bene di tutti. Il titolo fa riferimento allo stato d’animo della protagonista che sente di essere – e di fatto è – un animale domestico, una cavia, sia per i medici, che la studiano, che per Tom, il suo infermiere. Jessie è ‘l’innocente’, nella quale sembra di scorgere una moderna Ifigenia, vittima sacrificale per il bene della collettività. Il testo esplora i labili confini etici della ricerca scientifica, ponendo nello spettatore inquietanti quesiti anche sull’aborto e la sanità mentale. Fin dove è lecito spingere la ricerca?’,  scrive nelle note di regia Sparno Lo spettacolo, insieme a ‘All in e Eva’, è il primo dei tre titoli in programma al Ridotto del Mercadante nella passata stagione non andati in scena a causa della chiusura del teatro partenopeo nel mese di marzo, riproposti adesso al pubblico come golosa anteprima di Stagione.

Teresa Lucianelli

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