TIRRENIA: ENTRO 24 ORE ATTI PER SBLOCCARE NAVI

MIT E MISE AD AZIENDA E COMMISSARI: ADOTTARE RISOLUTIVI NECESSARI PER GARANTIRE CONTINUITÀ
Si è svolta ieri pomeriggio  una conference call tra i commissari di Tirrenia, azienda in amministrazione straordinaria, i vertici di Tirrenia Cin, la ministra delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli e il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli.
Al centro della conferenza, la cruciale questione relativa al collegamento con le Isole, Sardegna e Sicilia, svolto dalla compagnia italiana di navigazione Tirrenia.
Una nota ufficiale è stata diramata dall’ Ufficio Stampa del MIT, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, comunica a riunione appena conclusa che dal confronto che si è svolto con comprensibile urgenza, visto l’importanza vitale di tali collegamenti soprattutto per l’approvvigionamento indispensabile di generi alimentari e farmaci sulle isole, attraverso mezzi pesanti, oltre al trasporto dei passeggeri che ne hanno diritto e delle altre merci autorizzate. Dal confronto sono emerse alcune ipotesi di soluzione dell’attuale blocco dell’operatività delle navi Tirrenia.
In particolare, i ministri hanno chiesto all’azienda e ai commissari di definire e adottare gli atti risolutivi entro 24 ore, vista l’urgenza di giungere a risultati idonei nell’interesse comune, in primis della popolazione, con particolare riferimento agli abitanti isolani.
“Le ipotesi di soluzione garantirebbero anzitutto i servizi di continuità territoriale, con l’obiettivo di addivenire poi anche una rapida definizione della complessiva situazione debitoria di Tirrenia CIN”, si legge nel comunicato.
Nell’attesa, di una definizione, Onoratoha già, comunque, garantito il ripristino immediato del collegamento essenziale Civitacecchia-Olbia attraverso navi della compagnia Moby che fa parte di Compagnia Italiana Marittima ma, a differenza di Tirrenia CIM, naviga fuori convenzione di continuità territoriale. Da oggi, inoltre le navi Moby assicurano anche i collegamenti Genova-Porto Torres e Napoli-Cagliari, finora di competenza Tirrenia.
In tale modo è comunque garantito tra la Sardegna e la terraferma il collegamento quasi a pieno regime e, quindi, l’approvvigionamento indispensabile delle merci. Maggiormente importante in questo particolare periodo caratterizzato dall’emergenza Coronavirus in cui il traffico passeggeri è ridotto allo stretto indispensabile, ma allo stesso tempo da un super lavoro degli autotrasportatori che continuano a svolgere il loro lavoro in condizioni particolarmente difficili, con impegno e dedizione.
“Dobbiamo dare atto della disponibilità e della sensibilità mostrata dal Gruppo Onorato in questo frangente particolare per risolvere in tempi rapidi una vicenda di vitale importanza per l’Isola” – ha riconosciuto il governatore della Regione Sardegna, Solinas.
All’origine del blocco, ricordiamo c’e la decisione dei commissari della vecchia società Tirrenia di avviare un sequestro conservativo della Cin, la new company creata al momento dell’alienazione da parte dello Stato e successivamente acquisita dal noto armatore napoletano Vincenzo Onorato, proprietario delle navi Moby, compagnia storicamente concorrente della Tirrenia.
Una mazzata questa, da alcuni ritenuto un tiro mancino, per l’azienda dell’armatore partenopeo, che da mesi sta valutando attentamente sia le varie ipotesi per ristrutturare il debito con banche e obbligazionisti che un eventuale ricorso al concordato preventivo in continuità.
“Teniamo a precisare che la società è liquida, ma che il blocco dei conti correnti impedisce l’operatività” – ha spiegato il patron Onorato che ha pure precisato di avere “più volte comunicato loro in forma scritta la disponibilità a offrire, nei limiti del consentito, garanzie di pagamento di quanto reclamato, in questo momento così drammatico per il Paese”.

Ed effettivamente, c’è da dire che davvero non era questo il momento di mettere con le spalle al muro il Gruppo, considerate le inevitabili ripercussioni su tutti, innanzitutto economiche, incominciando dagli imprenditori, dell’emergenza Covid. Invece, i commissari, hanno richiesto la riscossione del debito verso lo Stato (180 milioni), appena maturati i diritti (inizi marzo). Infatti, in base a una clausola del contratto che consegnava l’ex compagnia di navigazione pubblica ai privati, il pagamento allo Stato per l’acquisto della società, avrebbe avuto luogo soltanto dopo un pronunciamento definitivo di Bruxelles sul tema aiuti di Stato, (arrivato appunto il 3 marzo). Probabile risoluzione, almeno provvisoria, della vicenda nella serata di oggi.

Teresa Lucianelli

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