Test Covid: perché se condividi la foto sui social fai un errore

Con l’incremento dei casi, anche a causa della diffusione della variante Omicron, sempre più persone si sottopongono a tamponi Covid-19 per il rilevamento dell’eventuale positività. Così succede di vedere lunghe file presso le farmacie e i centri drive-in dove si effettuano i test. Ma non bisogna scoraggiarsi, perché rilevare il contagio è quanto mai importante, soprattutto adesso che il virus sembra nel pieno della sua nuova ondata.

Ecco perché sono sempre di più coloro i quali ricorrono ai tamponi fai da te.

Come funzionano

Semplici ed economici, bastano i canonici 15 minuti per avere l’esito. Sempre più diffusi, adesso, oltre alle farmacie è possibile trovarli anche in altri punto vendita e nei supermercati. Funzionano come quelli classici, basta inserire il bastoncino nelle cavità nasali e farlo ruotare  e poi inserirlo nel reagente e aspettare che compaia l’esito: le due linee indicano la positività al Covid-19, con una sola si è negativi.

I rischi della pubblicazione online della foto del test

Come spesso accade, anche questo momento intimo e personale sono in tanti a volerlo condividere sui social. Ma attenzione, perché potrebbe essere pericoloso. Tanti locali  notturni nel Regno Unito chiedono di fornire l’esito negativo di un test per l’accesso. Gli esperti di sicurezza avvertono che si sta sviluppando un commercio illegale in cui i truffatori utilizzano i dettagli dei test pubblicati online per fornire ad altri I risultati negativi. Coloro che pubblicano queste immagini potrebbero inconsapevolmente rappresentare un rischio per la salute pubblica.

Il mercato di test e green pass falsi

Come è successo con i green pass, anche per i tamponi fai da te si sta creando un mercato illegale. Ecco perché Shahzad Ali, CEO di Get Licensed, una società che opera nell’ambito della sicurezza ha consigliato “evitate di pubblicarlo sui social e non condividere il codice del test che altri potrebbero rubare” ha riportato l’Independent. Dall’Italia alla Francia, il traffico di pass vaccinali falsi è sempre più diffuso. Il ministro degli interni francese, Gerald Darmanin, ha affermato che nel Paese sono state aperte circa 400 indagini sulla vendita di pass falsi, inclusi alcuni collegati a operatori e professionisti sanitari.

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