Terrorismo a Londra: due morti e diversi feriti, la ricostruzione

Sangue e terrore nel cuore di Londra a meno di due settimane dalle elezioni britanniche. E l’incubo ha ancora una volta le sembianze del lupo solitario, entrato in azione con un coltellaccio in mano e indosso un finto giubbotto esplosivo a seminare paura e morte tra la folla di London Bridge, prima di essere freddato dalla polizia. Il bilancio è di due persone uccise e 8 feriti, come ha confermato Scotland Yard, attribuendo all’episodio tutti i connotati del “grave atto di terrorismo”, seppure senza sbilanciarsi ancora nella serata di ieri sulla possibile matrice.

Attacco a Londra – IL RACCONTO DEL CRONISTA DELL’ANSA

“La gente correva nel panico tra le urla, subito è arrivata la polizia che ha bloccato ed evacuato il Borough Market pieno di gente e turisti, le persone si sono barricate all’interno dei negozi. Siamo ancora tutti in attesa di indicazioni”, lo riferisce un giornalista dell’ANSA che si trova nel famoso mercato londinese, a pochi passi dal London Bridge.

Posso confermare – ha detto ai giornalisti Neil Basu, numero 2 di Scotland Yard e responsabile dell’antiterrorismo – che la polizia è stata chiamata per un episodio di accoltellamento attorno alle 14 e che un uomo di sesso maschile è stato colpito con armi da fuoco da agenti specializzati. Il sospetto è morto sul posto. Posso inoltre confermare che il sospetto indossava un equipaggiamento che al momento riteniamo fosse un falso ordigno esplosivo, ha aggiunto Basu, ribadendo che l’episodio è indagato come un atto di terrorismo, ma senza sbilanciarsi sulla possibile matrice né comunicare per ora l’identità dell’ucciso. Confermato infine il bilancio di alcune persone ferite fra le vittime dell’accoltellamento, ma non di morti.

L’aggressore ha avuto una colluttazione con persone in abiti civili prima di essere neutralizzato dalla polizia, intervenuta pochi minuti dopo l’allarme scattato alle 14 ora locale circa, le 15 in Italia. Lo mostrano le immagini di un video rimbalzato sui media britannici, dove si vede un uomo per terra, presumibilmente l’aggressore, e alcune persone che sembrano essere passanti in lotta con lui.

Il servizio di ambulanze di Londra twitta a sua volta di aver inviato alcune ambulanze sul posto. La zona è stata teatro negli anni scorsi di un attacco terroristico di matrice jihadista. Chiusa temporaneamente pure la stazione della metropolitana e dei treni di London Bridge.

VIDEO

Secondo BBC, che cita fonti del governo britannico, il bilancio dell’attacco sul London Bridge sarebbe di due morti, oltre all’aggressore ucciso dalla polizia, mentre sarebbero 10 le persone accoltellate secondo il Guardian, di cui due in gravi condizioni. Il terrorista aveva indosso un finto giubbotto esplosivo..

“Al momento le circostanze relative all’incidente di London Bridge restano non chiare“, ha precisato Scotland Yard con l’abituale cautela nell’ultimo aggiornamento diffuso via Twitter.

“È confermato che sono state ferite delle persone” nell’attacco di London Bridge, ha fatto sapere il sindaco di Londra, Sadiq Khan, su Twitter. “Il mio cuore è con le vittime e con le loro famiglie”.

“Grazie ai nostri coraggiosi servizi di emergenza per la coraggiosa risposta all’orrendo attacco di oggi. Noi dobbiamo e vogliamo rimanere risoluti nella nostra determinazione di essere forti di fronte al terrore. Quelli che ci attaccano e cercano di dividerci non avranno mai successo”.

Boris Johnson ha condannato l’aggressione via Twitter, manifestando vicinanza alle vittime. Il premier era impegnato nel primo pomeriggio nel suo collegio elettorale in un evento pubblico in vista del voto del 12 dicembre.

La sua campagna elettorale ha avuto in queste settimane tra i temi centrali quello della promessa di rafforzare i ranghi della polizia attraverso il reclutamento di 20mila agenti in più e il contrasto all’impennata di episodi di criminalità nelle strade di Londra, legata proprio all’uso di coltelli.

Sono state chiuse al pubblico le stazioni della metropolitana e dei treni di London Bridge. “In lockdown” anche l’area del ponte, teatro della sparatoria, e alcuni luoghi pubblici intorno, fino alla zona dei ristoranti di Borough Market.

È stato inoltre evacuato per ragioni di prudenza il palazzo che ospita gli uffici di News Uk, sussidiaria britannica del gruppo editoriale di Rupert Murdoch, di fronte allo Shard, il più alto grattacielo di Londra, che fu progettato da Renzo Piano.

Per il giornalista della Bbc John McManus, testimone oculare dell’accaduto, l’assalitore potrebbe non essere uno solo.

A distanza, l’inviato ha dichiarato di aver visto “un gruppo di uomini” scagliarsi contro un’altra persona e quindi di aver assistito all’arrivo della polizia, inclusi agenti armati, che hanno evacuato il ponte e iniziato a far fuoco.

I colpi d’arma da fuoco, secondo questo racconto riportato dall’Ansa, sarebbero stati sparati anche dopo quelli che hanno colpito un presunto aggressore.

Secondo le prime informazioni, la polizia aveva cordonato l’area, bloccando l’accesso al ponte, con un camion stazionato al centro della carreggiata. Scotland Yard, inizialmente, aveva fatto riferimento su Twitter a “un incidente“, invitando i cittadini a evitare la zona.

E l’incubo ha ancora una volta le sembianze di un lupo solitario, ma noto per i suoi legami con gruppi jihadisti, entrato in azione, come detto,  con un coltellaccio in mano e indosso un finto giubbotto esplosivo a seminare paura e morte tra la folla di London Bridge, prima di essere freddato dalla polizia. Il bilancio è di due persone uccise e 3 feriti seriamente, come ha confermato Scotland Yard, indicando l’episodio come un “grave atto di terrorismo”. Indicazione confermata in tarda sera con l’emergere del profilo dell’assassino: un ex galeotto legato al terrorismo islamico-radicale, a quanto riferito da fonti della sicurezza ai media, ben noto alla polizia britannica, rilasciato un anno fa dal carcere a patto d’indossare un braccialetto di sorveglianza e reduce subito prima del raid da una conferenza sulla riabilitazione dei detenuti organizzata dalla Università di Cambridge in una sala londinese, la Fishmongers’ Hall, che egli pare avesse minacciato di far saltare in aria.

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