Terrore a San Pietroburgo: bomba nella metropolitana 10 morti e 47 feriti

Nel pomeriggio di oggi 3 aprile 2017 nella metropolitana di San Pietroburgo è esplosa una bomba nel tunnel tra due stazioni causando 10 morti e 47 feriti tra i quali 6 sono in ospedale in gravi condizioni. Il numero delle vittime lo riferisce la ministra della salute russa Veronika Skvortsova. Secondo le prime ricostruzioni dei fatti, non si tratterebbe dell’atto di un terrorista kamikaze, ma la bomba sarebbe un ordigno artigianale, con circa 200-300 grammi di tritolo, reso ancora più letale dall’ aggiunta di frammenti di proietti e oggetti contundenti per ferire più persone possibile, ed è esplosa tra la fermata di Sennaya e quella del Tekhnologichesky Institut. L’ ordigno artigianale si ritiene sia stato probabilmente abbandonato su un vagone dentro ad una 24 ore prima della partenza del metrò. Al momento dell’esplosione avvenuta negli ultimi vagoni del mezzo, il conducente del convoglio ha con estrema freddezza e razionalità deciso di proseguire fino alla prima stazione raggiungibile prima di fermarsi: ciò secondo il Comitato investigativo russo gli ha permesso di salvare delle vite, poiché così ha evitato che i passeggeri rimanessero intossicati dai fumi dell’esplosione nel tunnel e ha permesso l’intervento tempestivo dei soccorsi, che hanno immediatamente evacuato il treno. La metropolitana è stata immediatamente chiusa ed evacuata su tutte le fermate.
Il comitato anti terrorismo ha dichiarato in una nota che anche un’altro ordigno inesploso è stato trovato poco dopo in un’altra stazione della metro di San Pietroburgo, quella bomba San Pietroburgodi Ploshchad Vosstaniya ed è stato subito disinnescato.
La procura russa parla di attentato di matrice terroristica e gli inquirenti escludono l’atto di un kamikaze.
Il portavoce della procura generale Aleksandr Kurennoi ha dichiarato :«I procuratori faranno tutto il possibile per precisare tutti i particolari che riguardano questo attentato affinché niente del genere succeda in futuro»( fonte Interfax).
L’agenzia di stampa Interfax inoltre ha diffuso la notizia che il soggetto sospettato di aver collocato la bomba sul vagone della metro potrebbe essere stato filmato dalle telecamere a circuito chiuso. Da qualche ora circola sul web la foto di questo uomo dai tratti somatici caucasici e con la barba, tratta dai video delle telecamere interne alla metro e si ipotizza che questo possa essere il volto dell’attentatore:
Secondo Fontanka, sito di news russo, sarebbe salito in metro alla fermata “Petrogradskaya”, venti minuti prima dell’esplosione.
Il presidente russo Vladimir Putin che si trova a Strelna, nei pressi di San Pietroburgo, per un incontro con il
presidente bielorusso Alexander Lukashenko, informato del tragico evento ha dichiarato :” Le indagini sono in corso, i motivi al momento non sono chiari, non escludiamo nessuna pista: né quella criminale, né quella terroristica”.
Bomba San PietroburgoIl Comitato Investigativo russo ha aperto intanto aperto due indagini sui fatti di San Pietroburgo. A san Pietroburgo sono stati dichiarati tre giorni di lutto.
L’ Italia ha espresso immediatamente la sua vicinanza alla Russia in questo momento di lutto :”Sgomento per l’attentato nella metro. Solidarietà alle famiglie delle vittime. Italia vicina a governo e popolo russo.” Queste le parole del premier Paolo Gentiloni affidate a Twitter.
Al momento non si esclude né la pista del terrorismo islamico nè di quello ceceno, infatti recentemente la Russia è stata l’obiettivo di numerosi attentati da parte di militanti ceceni: nel marzo 2010 almeno 38 persone morirono nell’attacco di due donne kamikaze nella metropolitana di Mosca. Nel 2004 oltre 330 persone, per più di metà bambini, morirono nel massacro nella scuola di Beslan. Nel 2002 per porre fine al sequestro degli spettatori di un teatro a Mosca la polizia fece irruzione con le teste di cuoio e il bilancio finale fu tragico oltre ai terroristi 120 ostaggi finirono uccisi. Putin nel 1999, lanciò una campagna contro i separatisti islamici in Cecenia e da presidente continua la sua battaglia contro di loro. Attualmente è però troppo presto per individuare la matrice dell’ attentato.

Valentina Franci

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