Terremoto e Renzi: ‘I soldi ci sono’. Progetto di Renzo Piano per 10 milioni di case

‘I costi per la ricostruzione post-terremoto non li puoi stimare, il processo si allarga piano piano. I soldi per partire ci sono. Non abbiamo paura a metterci tutto quello che serve. Sulle scuole per i tuoi figli, non c’è da discutere. I sindaci devono tornare a progettare’,  dice  il premier  lasciando palazzo Madama dopo aver ascoltato l’intervento di Renzo Piano sul progetto Casa Italia. Propongo un gruppo di lavoro, che è accanto a me, e che non chiede nulla se non di essere utile al Paese,  ha affermato in aula Renzo Piano.  Bisogna realizzare dieci prototipi, lungo l’arco dell’Appennino e poi sceglierli. Si possono costruire in tempi brevi, abbiamo la competenza per poterlo fare. Piano ha parlato di un progetto di lungo periodo, che deve mettere in conto la costruzione di 10 milioni di case: ‘Non è accademia, sono una persona pratica, un costruttore di città, di luoghi per la gente’, ha sottolineato il senatore a vita. Per la ricostruzione in sicurezza di 10 milioni di case serve innanzitutto l’organizzazione e il tutto può avvenire con un costo limitato e i soldi possono essere trovati facilmente nei bilanci di ogni anno ed entrano subito nel circuito economico, ha spiegato Renzo Piano. L’archistar ha evidenziato un secondo punto ai fini della ricostruzione post-terremoto: ‘Dobbiamo abbandonare il fenomeno oscuro, medievale, della fatalità’, e operare lungo un arco di più generazioni per costruire case in sicurezza lungo la spina dell’Appennino. Piano ha, infine, messo in guardia: ‘Siamo custodi di una bellezza straordinaria di cui andar fieri, ma non possiamo vantarcene,  l’abbiamo ereditata e dobbiamo portarla ai nostri figli e nipoti o rischiamo di diventare eredi indegni. Per questo, ha sottolineato, ci vuole un progetto di lunga durata, di 50 anni almeno.

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