Terremoto, Anci a Renzi: serve progetto ‘controesodo’ per piccoli Comuni

”Affiancare al progetto ‘Casa Italia’ alcune mirate politiche di semplificazione a vantaggio dei piccoli Comuni che insistono su quelle aree”, per cogliere ”la possibilità storica di tentare un vero e proprio ‘Controesodo’, riportando sviluppo, innovazione e lavoro nella gran parte del nostro Paese”. Lo propongono il presidente dell’Anci, Piero Fassino, e il coordinatore nazionale dei piccoli Comuni dell’Associazione, Massimo Castelli, in una lettera inviata al presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi. ”Il dramma del terremoto che ha colpito così duramente il centro Italia ha messo in evidenza per l’ennesima volta – scrivono Fassino e Castelli – la fragilità di gran parte della nostra Penisola, fatta di aree montuose e collinari, di borghi e di piccole comunità che a fatica custodiscono questo immenso patrimonio di bellezza, di tradizioni, cultura e natura”. Si tratta delle cosiddette aree interne: ”Ogni giorno il ‘terremoto’ silenzioso dello spopolamento e dell’abbandono colpisce più del 50% del territorio nazionale. In 90 anni queste aree – proseguono i due esponenti dell’Anci – hanno visto diminuire di più del 70% la popolazione residente. Abbiamo due strade davanti a noi: sottolineano: l’abbandono progressivo di questi luoghi ‘fragili’ o la definizione di politiche di investimenti volte a rafforzare e ricostruire le comunità locali”.

Dopo aver riconosciuto nelle parole del Premier e nei primi atti del Governo ”la ferrea volontà politica di ridare futuro ai paesi distrutti, ma soprattutto la visione strategica di medio-lungo termine, che prevede un consistente investimento sul territorio nazionale per mettere in sicurezza immobili pubblici e privati”, Fassino e Castelli suggeriscono: ”Per rendere questo immenso sforzo finanziario ancor più produttivo ed efficace per le future generazioni è indispensabile che sia accompagnato da politiche di sistema che favoriscano le condizioni di vita e quindi anche il reinsediamento nelle comunità locali”. “Oltre alle case e alle scuole sicure abbiamo bisogno di strade sicure, di nuove politiche di mobilità, di nuovi insediamenti produttivi, di nuova agricoltura, di sconfiggere definitivamente il digital divide, di politiche più efficaci sul territorio. Un primo segnale in tale direzione – concludono Fassino e Castelli – potrebbe essere rappresentato dall’approvazione in via definitiva della proposta di legge sui piccoli Comuni, in discussione alla Camera”.

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