Tensioni all’Ilva, problemi di liquidità. Revocato sciopero Cisl

Ancora tensioni all’Ilva dove ieri una serie di impianti hanno dovuto fermarsi a causa dello sciopero della Fim ritenuto incomprensibile da Fiom e Uilm. Per questo motivo l’Ilva ha chiesto anche l’intervento del prefetto di Taranto per evitare problemi di sicurezza alla fabbrica.
Intanto lo sciopero della Cisl è stato revocato, ma ci si chiede ancora se le decisioni di ieri sera basteranno a sbloccare il fermo dei prodotti.
L’Ilva – ieri sera a Palazzo Chigi rappresentata dal presidente Bruno Ferrante – ha prospettato gravi problemi di liquidità, mancata fatturazione e difficoltà crescenti con le banche.
Per ora, il dato certo è che la Procura di Taranto ha sollevato il conflitto di attribuzione sul decreto legge (la camera di consiglio della Consulta per decidere l’ammissibilità o meno del ricorso è il 13 febbraio), che un nuovo conflitto si accingerebbe a sollevare sulla legge di conversione, mentre un’eccezione di costituzionalità è stata già sollevata dal Tribunale dell’appello e che una strada analoga sembrerebbe orientata a percorrere anche il gip Patrizia Todisco, che deve ancora pronunciarsi sul dissequestro o meno delle merci.

Intanto il presidente Ferrante incontrerà i sindacati martedì a Taranto per un punto della situazione, mentre il giorno successivo il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, insieme al Garante dell’Aia, Vitaliano Esposito, e al commissario della bonifica, Alfio Pini, di recente nominati dal Governo, sarà a Taranto per incontri all’Ilva e in Prefettura.

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