Teatro Vascello 2026/2027, una stagione che guarda al futuro senza dimenticare il mito

Trentanove spettacoli, nove mesi di programmazione, un dialogo continuo tra classici, nuova drammaturgia, danza contemporanea e ricerca. Con la stagione 2026/2027 il Teatro Vascello conferma la propria identità di luogo centrale della scena nazionale, rafforzando quel ruolo di laboratorio permanente che negli ultimi anni lo ha reso uno dei punti di riferimento più autorevoli del panorama teatrale italiano.

Dal 15 settembre 2026 al 30 maggio 2027 il teatro di via Giacinto Carini propone una programmazione ampia e articolata che attraversa linguaggi, generazioni e visioni artistiche differenti. Una stagione che si presenta come un vero e proprio racconto del presente, capace di interrogare le grandi questioni del nostro tempo attraverso la forza della scena.

Ad aprire il cartellone sarà un evento dedicato alla danza internazionale: Glass with Silence, omaggio all’universo creativo di Lucinda Childs, figura fondamentale della postmodern dance americana. Il dialogo tra le coreografie della grande artista e le musiche di Philip Glass inaugura simbolicamente una stagione in cui il movimento e la contaminazione dei linguaggi avranno un ruolo centrale.

Fin dalle prime settimane emerge una delle linee guida più evidenti dell’intera programmazione: il confronto con il mito e con i grandi archetipi della cultura occidentale. Il pubblico potrà assistere a una nuova lettura de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde firmata da Fabio Condemi, ma soprattutto a un vero e proprio percorso dentro la tragedia classica. Alessandro Serra presenterà Tragùdia. Il canto di Edipo, mentre Giorgina Pi con Lemnos rileggerà la figura di Filottete attraverso una prospettiva contemporanea e femminista. Più avanti nel corso della stagione torneranno ancora Edipo e il mondo greco con Edipus di Giovanni Testori, riallestito da Federico Tiezzi e Sandro Lombardi, e con una monumentale Orestea diretta da Carmelo Rifici, che riflette sulle origini della democrazia occidentale e sul rapporto tra giustizia e violenza.

Vinicio Marchioni, Riccardo III ph. Gianluca Pantaleo

Accanto ai classici trova spazio una forte attenzione alla drammaturgia contemporanea e alle inquietudini del presente. Elio De Capitani affronta Arthur Miller con L’Orologio Americano, grande affresco sulla crisi economica del 1929 che risuona inevitabilmente con le fragilità del nostro tempo. Giacomo Bisordi porta in scena Il Prodigio, tratto dal romanzo di Fabrizio Sinisi, costruendo una riflessione visionaria sul bisogno collettivo di fede e sulle nuove forme del sacro. Carrozzeria Orfeo, tra le compagnie più rappresentative della nuova scena italiana, presenterà Fuggire, cadere e altre cose inutili, mentre Francesco Scianna firmerà la regia di Hospitality Suite, testo che indaga identità, lavoro e relazioni umane nel capitalismo contemporaneo.

HOSPITALITY SUITE Francesco Scianna ph. Fabiolovino

La stagione si distingue anche per la presenza di artisti che da anni rappresentano il cuore della ricerca teatrale italiana. È il caso di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, protagonisti di una lunga residenza natalizia con due lavori emblematici come 7-14-21-28 e Metadietro, opere che continuano a sfidare le convenzioni del linguaggio scenico e a interrogare il rapporto tra corpo, spazio e tecnologia.

Antonio Rezza ph. Stefania Saltarelli

Particolarmente significativa appare inoltre la presenza di numerosi spettacoli dedicati a figure e temi della memoria civile. Il giorno della civetta rende omaggio al capolavoro di Leonardo Sciascia attraverso una lettura-concerto con musiche originali di Paolo Vivaldi. Virgilio Sieni affronta invece Pasolini in Ma a che serve la luce? / Le Ceneri di Gramsci, un intenso lavoro coreografico nato nel cinquantesimo anniversario della morte dello scrittore. Sul versante della riflessione politica e sociale si colloca anche Vai pure, dedicato al confronto tra Carla Lonzi e Pietro Consagra, una straordinaria immersione negli anni Settanta e nelle radici del femminismo italiano.

Grande attenzione viene riservata anche alla presenza femminile e alle questioni di genere. Marta Cuscunà, con La Medium, racconta la vicenda reale di Hersilie Rouy, internata per quattordici anni in manicomio e divenuta simbolo della resistenza contro le istituzioni patriarcali. Anche Lemnos e Sleeping Queen affrontano il tema del potere e dell’identità femminile attraverso linguaggi differenti, confermando una sensibilità curatoriale attenta alle trasformazioni culturali in atto.

La danza occupa uno spazio rilevante nell’intero cartellone. Oltre all’apertura affidata a Lucinda Childs, trovano posto le creazioni di Mauro Astolfi con The Sleeping Queen, il progetto Catalogo ideato da Marta Ciappina e Marco D’Agostin e la compagnia coreana protagonista di C’era una volta, lavoro che intreccia tradizione e contemporaneità in una suggestiva rilettura della cultura orientale.

Non mancano infine grandi interpreti della scena italiana. Da Iaia Forte protagonista de Il Viale del Tramonto diretto da Muta Imago, a Renato Carpentieri impegnato nel dittico composto da Beckett e Pinter sotto la regia di Roberto Andò, fino a Sandro Lombardi, Paola Pitagora, Massimo Verdastro e molti altri artisti che attraversano una stagione costruita all’insegna della qualità e della pluralità degli sguardi.

A caratterizzare ulteriormente il progetto è il fitto dialogo con realtà nazionali e internazionali: numerose coproduzioni, collaborazioni con il Romaeuropa Festival, il Piccolo Teatro di Milano, il LAC di Lugano, il Teatro Nazionale di Genova e molte altre istituzioni testimoniano una rete culturale sempre più ampia.

La stagione 2026/2027 del Teatro Vascello si presenta così come un mosaico complesso e coerente, capace di tenere insieme tradizione e innovazione, riflessione civile e sperimentazione estetica. Un cartellone che non si limita a proporre spettacoli, ma costruisce un percorso culturale attraverso le domande fondamentali del nostro tempo: il rapporto con la memoria, la crisi delle democrazie, le identità in trasformazione, il potere, la fede, la tecnologia e il destino delle comunità. Temi che il Vascello continua a esplorare con la convinzione che il teatro sia ancora uno dei luoghi privilegiati per comprendere il presente e immaginare il futuro.

Teatro Vascello
Via Giacinto Carini 78, Roma
www.teatrovascello.it

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