Tav, i tecnici bocciano l’opera: rapporto costi-benefici negativo

 La Tav costa troppo in relazione ai vantaggi che può portare. E’ quanto sarebbbe scritto, si apprende da fonti dell’esecutivo, in una relazione tecnica commissionata dal governo. Lo studio è negativo sui costi-benefici per la linea ferroviaria ad Alta velocità fra Torino e Lione.

L’analisi è comunque definita ancora una “bozza preliminare”, hanno spiegato sempre fonti dell’esecutivo, al termine del vertice che si è svolto ieri sera a Palazzo Chigi sul tema dei migranti. Infatti nessuna decisione è stata ancora presa, anche per le posizioni opposte di Lega e M5S: la prima contraria allo stop, la seconda favorevole a interrompere l’opera.

Secondo diversi quotidiani la decisione finale verrebbe rimessa al governo, che ne discuterà nei prossimi giorni. A oggi per l’opera sono già stati scavati 21 chilometri di gallerie, su un tracciato complessivo di 270. Secondo gli esperti la spesa prevista non sarebbe ammortizzata dal miglioramento dei tempi di percorrenza, dall’abbattimento delle emissioni per lo spostamento del traffico dalla gomma alla rotaia, e da una crescita dell’economia.

“Continuo a tifare per un’Italia che cresce e che va avanti”, dice intanto il vicepremier Matteo Salvini ribadendo la sua posizione in merito alla Tav in un’intervista con Maria Latella su Radio24. “E’ curioso che alcuni giornali abbiano i risultati prima dei ministri”, continua il ministro riferendosi alle indiscrezioni di alcuni quotidiani di una bocciatura della Tav nell’analisi costi-benefici consegnata al Mit dal gruppo di esperti. “Me lo voglio leggere non ce l’ho. Conto che si riesca anche a finire un’infrastruttura che oltre alle merci riguarda le persone e che ci fa tornare centrali”. Salvini aggiunge: “Ci sono milioni di italiani che hanno un’idea chiara, se chiedessero un referendum nessuno di noi vorrebbe e potrebbe fermare la richiesta”.

 Anche il vicepremier Luigi Di Maio, ai microfoni di Radio Anch’io su Radio Rai 1, si stupisce di quanto riportato dalla stampa: “Non ho letto nemmeno io la relazione, è uno studio preliminare che poi avrà un contraddittorio con le varie associazioni di categoria e del territorio e con i comitati pro e contro la Tav”. Di Maio conclude: “Aspettiamo il dato ufficiale e poi commenteremo, non si fanno dichiarazioni con i se”.

 La Torino-Lione apre “un’altra crepa nel governo”: è invece l’analisi del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. “Chi vincerà lo scontro? Bisognerebbe chiederlo a Di Maio o a Salvini. Certamente, l’esito non sarà comunque positivo per il Paese e per il Piemonte, perché determina una situazione di incertezza”, continua Chiamparino che invoca un referendum. “Il governo non ha più alibi: in dati tecnici ci sono, li completi e decida – dice il governatore -. Se dirà no alla Tav, chiederò al Consiglio regionale di indire con apposita legge un referendum consultivo al quale, se lo riterranno, potranno unirsi i colleghi di Veneto, Lombardia, Valle d’Aosta, e Liguria, in modo da avere una grande giornata in cui tutto il Nord Italia si pronunci su un eventuale decisione di bloccare la Tav”.

Sulla proposta di referendum consultivo, aperto alle diverse Regioni del Nord, in caso che il governo decida il no alla Tav, arriva anche il sostegno del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. “Ribadisco quello che ho sempre detto: la Tav è un’opera che serve e che va fatta. Se per raggiungere questo obiettivo è necessario un referendum faremo anche questo”.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, prova a fare un po’ di chiarezza. “L’analisi è arrivata, ma oggi ufficialmente non c’è perché è sottoposta al vaglio di conformità: stiamo verificando se risponde a tutte le deleghe – spiega il titolare del Mit -. È un lavoro che comporta qualche giorno. Terminato, metteremo il protocollo e diremo che ufficialmente l’analisi esiste. Oggi non possiamo dirlo, è sottoposta al vaglio, c’è una bozza”. Il ministro poi taglia corto sulla possibilità di un referendum sulla Tav nel caso di esito negativo dell’analisi costi-benefici: “Di referendum si parla solo in caso di necessità”. Sul tema Tav è previsto un confronto nella maggioranza: “È scritto nel contratto di Governo”, intanto “andiamo a condividerlo con la ministra francese e con la commissaria Ue Bulc, dopodiché la renderemo pubblica e apriremo il dibattito generale e il dibattito all’interno della maggioranza”.

E sabato, a Torino, si svolgerà un’altra manifestazione a sostegno dell’opera, promosso dallle madamim del comitato ‘Sì Tav’. Con tanto di appello – da parte di una delle promotrici, Patrizia Ghiazza – al vicepremier Di Maio affinché dedichi “un po’ di attenzione” anche “ai manifestanti italiani e non solo a quelli francesi”. “Rispettiamo le istituzioni – dice – ora chiediamo alle istituzioni di rispettare noi e a Di Maio di ascoltarci”.

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