Tav, Conte: Si farà. Di Maio: Decida il Parlamento. Il M5S è per il no

Il Tav si farà. Parola del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. La scelta del premier è apprezzata da Matteo Salvini ma scatena l’ira di Luigi Di Maio. “Deciderà il Parlamento” se fare o meno l’opera.

La scelta di Conte. “Rappresento un governo appoggiato da due forze politiche che sul punto la pensano in maniera opposta. La priorità è tutelare gli interessi dei cittadini” perché “in gioco ci sono tanti soldi, che sono vostri, e vanno gestiti con la massima attenzione. Vanno gestiti, se mi permettete, come farebbe un buon padre di famiglia”, dice il premier Giuseppe Conte, durante una diretta Facebook . Non realizzare il Tav “costerebbe molto più che realizzarlo. E dico questo pensando all’interesse nazionale, che è l’unica ed esclusiva stella polare che guida e guiderà sempre questo governo. Questa è la posizione del governo ferma restando la piena sovranità e autonomia del Parlamento”.

“Per bloccare l’opera non potremmo confidare nel mutuo dissenso di altri protagonisti, la Francia e la stessa Europa. A queste condizioni solo il Parlamento potrebbe assumere una decisione unilaterale, viste anche le leggi di ratifica adottate proprio del Parlamento su questo punto”, ha poi aggiunto Conte. Che sottolinea. “Ulteriori finanziamenti dell’Unione europea saranno disponibili grazie all’impegno del ministro Toninelli. Per questo lavoro che lui ha compiuto, lo devo ringraziare pubblicamente”, ha detto ancora il premier.

“Con Macron ho molto insistito” per “pervenire a una modalità alternativa, cioè per operare una revisione del progetto” Tav. Ma “la Francia si è espressa per la conferma della realizzazione dell’opera, ne consegue che se volessimo bloccarla non potremmo farlo condividendo questo percorso con la Francia” ha puntualizzato il premier, precisando, “su questo voglio essere chiaro”, che i fondi Ue non sarebbero garantiti “con impieghi alternativi”. E “la decisione di non realizzare l’opera ci esporrebbe a tutti i costi derivanti dalla rottura dell’accordo con la Francia”, ha sottolineato.

Conte ha inoltre precisato di non aver cambiato idea rispetto al 7 marzo scorso, quando, “con la trasparenza che contraddistingue il mio operato ho illustrato la mia posizione” dicendo “che se fossi chiamato oggi a valutare l’avvio” del Tav “lo indirizzerei in modo diverso, tenterei quindi di impiegare in modo più utile e funzionale, nell’interesse del nostro paese, le relative risorse finanziarie”. “Nel frattempo però – ha continuato – sono intervenuti dei fatti nuovi, elementi di cui dobbiamo tener conto nella risposta che dovremo dare venerdì per evitare la perdita dei finanziamenti europei”. Tra i fatti nuovi snocciolati dal presidente del Consiglio, il fatto che “l’Europa si è detta disponibile ad aumentare il finanziamento della tratta transfrontraliera dal 40 al 55%, e questo ridurrebbe lo stanziamento dei fondi che l’Italia deve destinare, con un notevole risparmio”.

Salvini: Finalmente. “La Tav si farà, come giusto e come sempre chiesto dalla Lega. Peccato per il tempo perso, adesso di corsa a sbloccare tutti gli altri cantieri fermi!”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Di Maio: Serve voto Parlamento. Noi per il No. “Ho ascoltato attentamente le parole del presidente Conte, che rispetto. Il presidente è stato chiaro, ora è il Parlamento a doversi esprimere. Sarà il Parlamento, nella sua centralità e sovranità, che dovrà decidere se un progetto vecchio di circa 30 anni e che sarà pronto tra altri 15, risalente praticamente alla caduta del muro di Berlino, debba essere la priorità di questo Paese”. Così Luigi Di Maio su Facebook, a stretto giro dal video di Conte tornando a definire il Tav “un’opera dannosa”. Per il vicepremier e capo politico del M5S, “sarà il Parlamento ad avere la responsabilità di avallare un progetto prevalentemente di trasporto merci (e sottolineo trasporto merci) mentre non esiste ancora l’alta velocità per le persone in moltissime aree del Paese. Sarà il Parlamento a dover decidere se è più importante la tratta Torino-Lione, cioè se è più importante fare un regalo ai francesi e a Macron, piuttosto che realizzare, ad esempio, l’alta velocità verso Matera, capitale europea della cultura, o la Napoli-Bari”. “Nel corso del tempo si sono succeduti nove governi, sono passati – ripeto – quasi 30 anni. Non esisteva ancora l’iPhone, non esistevano nemmeno gli smartphone, non esisteva il web come lo conosciamo oggi quando si discuteva della Torino-Lione. Parliamo di un’era oramai remota, eppure qualcuno, adesso, vorrebbe farci credere che la priorità del Paese sia questa”, attacca Di Maio. “Il MoVimento 5 Stelle presenterà un atto per dire che le priorità sono altre, un atto che non è altro che il cambiamento che abbiamo promesso: entrare al governo e decidere diversamente da come avrebbe deciso un Pd o un Berlusconi qualsiasi. Non abbiamo paura di restare soli, siamo sempre stati soli davanti ai partiti ed è sempre stato motivo di orgoglio. Avremmo anche potuto governare da soli, se tutti gli altri non si fossero messi d’accordo per fare una legge elettorale, poco prima del voto, che ci impedisse di guidare autonomamente il Paese. Questo è un no forte, convinto, deciso. Uno di quei NO che fanno bene”, conclude.

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