Tassa sui voli, per lo Stato un incasso 140 milioni circa

Sono due le proposte economiche del governo per provare a trovare le coperture per finanziare la manovra: la tassa sulle merendine e sulle bibite gassate e la tassa sui voli, ossia sui voli. Approfonditi i risvolti del primo provvedimento al vaglio del governo, andiamo ad analizzare i meccanismi e i risvolti del sovrapprezzo sui biglietti aerei.

 La proposta è quella di aumentare di 1 euro i voli nazionali e di 1,5 euro i voli internazionali. Lo scopo è quello di penalizzare in qualche modo un metodo di viaggio particolarmente inquinante me necessario per determinati spostamenti. L’aereo è un mezzo di trasporto che non si può sacrificare – significherebbe riportare il mondo a decenni fa – ma che si può regolamentare. Nonostante i progressi del mondo ferroviario molti viaggiatori continuano a preferire le ali, più inquinanti e non sempre più convenienti, soprattutto quando si tratta di spostamenti sul territorio nazionale.

Nonostante il ritocco sia minimo sul singolo volo. lo Stato, stando alle stime, avrebbe un guadagno di 137 milioni annui legati al sovrapprezzo. Cifre importanti per le casse italiane che necessitano di una boccata d’ossigeno per provare a rimettere in moto la macchina dell’economia, che continua a vivere una fase di preoccupante stagnazione. Il rischio, sottolineano gli esperti, è che le ripercussioni del provvedimento possano ricadere sul turismo. Il sovrapprezzo potrebbe scoraggiare i grandi spostamenti soprattutto durante l’alta stagione, quando i costi sono già proibitivi.

 La Francia ha deciso di adottare una tassa sui voli con un sovrapprezzo fino a 18 euro per i viaggi internazionali  in business class.

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