Tartaglia Arte: Scala dei Turchi: il monumento naturale subito ripulito dopo il vandalismo

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, l’articolo ricevuto da Tartaglia Arte:

Sono passate meno di 24 ore dall’atto di vandalismo che ha visto la superficie bianca della Scala dei Turchi di Realmonte, in provincia di Agrigento, imbrattarsi di rosso. Le immagini hanno rapidamente spopolato, scatenando indignazione e rabbia a causa di un’azione priva di senso contro un pezzo amatissimo di patrimonio. Per di più coi responsabili ancora ignoti. L’affascinante parete rocciosa, che si erge a picco sul mare, è diventata nel tempo un’attrazione turistica conosciutissima sia per la sua particolare conformazione “a scalinata” che per il suo colore bianco purissimo dato dalla marna, oltre ad essere stata eletta come posto del cuore dal Commissario Montalbano nell’omonima serie televisiva. Inutile sottolinearlo, anche super protagonista su Instagram. Fin dal ritrovamento della colata rossa, tuttavia, è stato chiaro che il materiale riversato sulla sua superficie non fosse vernice, bensì ossido di ferro in polvere (solitamente utilizzato per gli intonaci), e che il danno non fosse quindi permanente.

La Scala dei Turchi-ripulita

LE OPERAZIONI DI RIPULITURA DELLA SCALA DEI TURCHI

L’intervento di ripulitura della Scala dei Turchi ha avuto avvio alle prime luci dell’alba, grazie ai tecnici del Comune di Realmonte e due funzionari della Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento, che hanno fornito indicazioni su prodotti e tecniche da utilizzare per rimuovere il danno preservando però le condizioni della marna. “Siamo molto sollevati dal fatto che non ci siano danni permanenti”, hacommentato il sindaco Sabrina Lattuca nelle parole riportate da Agrigentonotizie, “per quanto continuiamo a condannare il gesto vergognoso di un soggetto al momento ignoto che speriamo venga individuato e punito duramente. Il Comune è pronto a sostenere qualunque tipo di azione legale nei confronti di questo incivile“. La notizia non ha lasciato indifferenti neanche gli abitanti dell’area, che si sono recati sul luogo in qualità di volontari contribuendo alle operazioni, condotte prima grazie all’aspirazione della polvere e poi grazie all’impiego dell’idropulitrice. Una lezione di civiltà e cura nei confronti delle bellezze naturali del territorio che fa tirare un sospiro di sollievo a fronte del gesto tanto inspiegabile accaduto nelle ultime ore. Strano però pensare che chi abbia orchestrato un atto simile poi non lo rivendichi.

By Giulia Ronchi – artribune.com

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