Tartaglia Arte: nel quartiere romano di Torpignattara nasce e muore nell’arco di un mese lo spazio Piano Zer0

“Una ex falegnameria, che fu bottega di alimentari, che fu anche abitazione” ora per un brevissimo periodo galleria temporanea non-convenzionale, ecco Piano Zer0 uno spazio con un arco di vita strettissimo: nasce e muore nell’arco di un mese. Qui esporranno 5 artisti con 5 mostre personali: poi il luogo verrà trasformato per diventare una casa-studio. Dal 17 giugno al 30 luglio 2022 si alterneranno le opere e le apparizioni performative di Ohii Katya, MAI MAI MAI, Tommaso Fagioli, Maurice Nio, Luca Valentino, Lucrezia Testa Iannilli. Ideatore del progetto? Claudio Guerrieri che si definisce architetto “ibrido”, direttore artistico e curatore di eventi culturali a livello internazionale. Per questo progetto affiancato da Stefania Plaza Mora, produttrice cinematografica. Se Piano Zer0 è il “reset/reboot di un sistema” – in qualità di spazio che si azzererà e cambierà statuto -, il ciclo di esposizioni che si va temporaneamente ad insediare ha delle connessioni intrinseche. Il trait d’union consiste ne “l’accumulo di senso che lo spazio neutro ospiterà in successione continua fino alla sua fine”. Ogni artista o architetto che interverrà, infatti, lascerà al successivo uno strato in più, una traccia semantica ed estetica con cui interagire.

GLI ARTISTI CHE SI ALTERNERANNO DA PIANO ZERO A ROMA

Ha dato il via al ciclo Ohii Katya (Kharki, 1993) artista ucraina autodidatta che si è trasferita a Roma nel 2019. Partendo da una formazione in ingegneria e animazione 3D, Ohii è giunta ad una pratica artistica che abbraccia la visione postmoderna. Il corpo è un fluido in perenne movimento.Utilizzando caramello, silicone e/o resina, crea installazioni caduche, attive e mobili. Morula, la sua installazione site specific è “un’oscura immersione nelle nostre pulsioni istintuali, un ritorno alla natura primordiale e alle nostre forme di linguaggio madre, prima della parola”. Dal 27 giugno tocca a Tommaso Fagioli (1976). L’artista lavora a Roma e ha sia un dottorato in filosofia sia un master in “philosophical counseling”. Il suo progetto Sublimine si sofferma sull’illuminazione che connette le opere e sulla ripetizione del 7, quale numero che allude alla completezza. Sette sono anche i colori dell’arcobaleno che formano il mantello luminoso in cui è avvolta una bambola anni ‘50: Sofia è ricoperta di briciole di microchip, indossa le vesti di divinità ibrida “post-biologica, post-genere e iper-connessa”.  L’8 luglio arriva il progetto di Luca Valentino (Roma, 1998), appena laureatosi all’Accademia di Belle Arti. Valentino è affascinato dai sommovimenti dell’Inconscio e dalle frizioni che si generano quando il Sé e l’Altro interagiscono. Per le sue installazioni site-specific usa materiali di recupero creando collage fotografici, una sorta di scenografia teatrale su più livelli. I suoi lavori sono entità, creature, che sussistono grazie ad umidità, buio, sudiciume. Dal 22 al 29 luglio 2022 sarà la volta dell’architetto Maurice Nio (quello che ha progettato la nuova ala del Centro Pecci di Prato) insieme a Luca Elio Rimatori. Verrà presentata un’azione performativa con il supporto di 10 maschere, modellate da NIO architecten e stampate in 3D a Xiamen. Per la chiusura di Piano Zer0, il 30 luglio 2022, Lucrezia Testa Iannilli presenterà un’azione performatica/fotografica. In questo intervento, sfruttando una vetrina su strada, Iannilli cercherà di sollevare dubbi e, allo stesso tempo, attrarre l’attenzione degli osservatori.  

  • By Giorgia Basili – artribune.com

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