Svolta per Eataly, addio Farinetti: ecco chi l’ha comprata

Cambio della guardia nell’azienda, con l’obiettivo di conquistare una fetta più ampia del mercato internazionale come sognato da Farinetti

Una vera e propria svolta è in atto in seno a Eataly, la catena di punti vendita di medie e grandi dimensioni specializzati nella vendita e nella distribuzione di generi alimentari italiani fondata ad Alba nel 2003 da Oscar Farinetti. L’azienda, che nel 2021 ha registrato un fatturato di oltre 464 milioni di euro, cambia padrone e non sarà più solo dell’imprenditore piemontese e della sua famiglia. Dopo oltre due decadi segnate da successi e grandissimi traguardi raggiunti, infatti, i soci storici di Eatinvest e la famiglia Baffigo/Miroglio hanno deciso di cedere la quota di maggioranza di Eataly all’Investindustrial, fondo di Andrea Bonomi.

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Eataly, svolta per il futuro del gruppo

Il fondo che sostiene i marchi europei

Eataly, svolta per il futuro del gruppo

Il passaggio delle quote di maggioranza dalla famiglia Farinetti al fondo Investindustrial di Andrea Bonomi è stato ufficializzato nella giornata di mercoledì 21 settembre 2022 all’apertura della Borsa. Alla base dell’accordo preso per la cessione del 52% delle quote c’è l’aumento di capitale da 200 milioni di euro e l’acquisto di una parte delle quote detenute dagli azionisti esistenti per un importo di circa 140 milioni di euro. Non si tratta di un passaggio lampo, anzi, con le trattative tra le parti che sono andate avanti per diverse settimane e hanno portato Farinetti a rimborsare il debito e far puntare Eataly a una continua espansione internazionale.

L’obiettivo numero uno di Oscar Farinetti (che come vi abbiamo raccontato nel 2021 è stato tra i top manager italiani), infatti, era quello di poter permettere alla sua azienda di fare il passo decisivo in campo internazionale che oggi, grazie all’investimento di Bonomi, potrà essere visto con maggior speranza. Nicola Farinetti, figlio dell’imprenditore nonché amministratore delegato uscente della catena, ha sottolineato infatti che la famiglia resterà comunque all’interno dell’azienda con un altro ruolo, ma con totale fiducia in Bonomi che aiuterà “a moltiplicare nel mondo i format più piccoli di Eataly”.

L’operazione è stata chiusa da Investindustrial grazie alla consulenza dello studio legale Chiomenti e di Kirkland & Ellis per gli aspetti legali, di Deloitte per quelli contabili e fiscali, di Boston Consulting Group per la due diligence commerciale e di Unicredit in qualità di consulente finanziario. Eataly invece si è affidata allo studio legale e tributario Fivelex per la parte legale di diritto italiano e a Tarter Krinsky & Drogin, Danow, McMullan & Panoff, P.C. e Olshan, per gli aspetti legali negli Stati Uniti.

Il fondo che sostiene i marchi europei

Investindustrial di Andrea Bonomi non è un volto nuovo del mercato, anzi. Grazie alla sua esperienza decennale nel sostenere i marchi con radici europee, il fondo è stato capace di dare una nuova linfa vitale nel panorama internazionale per alcuni brand italiani come Ermenegildo Zegna Group. Fondato da Bonomi, ha in gestione oltre 11 miliardi di euro e nel 2019 ha investito anche in Jacuzzi.

Nel settore alimentare, poi, vanta comunque un’ottima esperienza che ha recentemente portato a investire 2,5 miliardi negli Stati Uniti con le operazioni in TreeHouse Foods e Parker Food Group. Per l’Italia, anche in questo panorama, Investindustrial è sinonimo di garanzia. Infatti, prima di Eataly e del gruppo Farinetti, Bonomi è stato accolto dai favori di La Doria, produttore europeo di legumi, pelati, polpa di pomodoro e succhi di frutta, e la catena dei ristoranti Dispensa Emilia.

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