‘Sturm und Art’ tra Carla Cace e Adrenalina art project

Partiamo per questo articolo da Umberto Eco e dalla sua visione riguardo ad i social: ‘I social media danno dato diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. I social rappresentano  l’invasione degli imbecilli’.

 La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità, osserva Eco che invita i giornali a filtrare con un’equipe di specialisti le informazioni di internet perché nessuno è in grado di capire oggi se un sito sia attendibile o meno.
Ricordiamo che nel testo unico dei doveri del giornalista, Approvato dal Consiglio Nazionale nella riunione del 27 gennaio 2016, nel Titolo 1, articolo 2, ricorda che il giornalista: 
  1. applica i principi deontologici nell’uso di tutti gli strumenti di comunicazione, compresi i social network;
Imbecille è chi, nella realtà visibile ed invisibile, leggi con ‘pupille’, o senza, non riesce a discernere le notizie vere, o attendibili, da quelle false, conosciute come ‘fake news’ che ‘contagiano’ anche pregiatissime agenzie di stampa, e coloro che prendono per ‘oro colato’ tutto ciò che viene diffuso e, malauguratamente, diffuso e veicolato.
Vero è, sposando la tesi di Eco, che i social danno voce ad incompetenti e biliosi che attaccano, senza cognizione di causa , tutto e tutti. Tralasciamo, perché non inerente al tema,  lo ‘scandalo’ che riguarda fb,   Zuckeberg e ‘Cambridge Analytica’, soffermandoci nella facoltà di scelta dell’utente che può non soffermarsi su alcuni temi e su alcuni utenti semplicemente ‘bannandoli’.
Questo breve, e noioso, cappello era doveroso per presentare ‘Sturm und Art’,  dove Eco, nella fattispecie, non produce Eco:  ‘Sturm und Art’,  nasce da un’idea, poi realizzata, di Carla Isabella Elena Cace, è una  rubrica collegata a ‘Adrenalina art project’, collegata  al ‘Premio d’Arte’,  di cui la Cace è presidente di  giuria,  promosso da  ‘Adrenalina-premio arte contemporanea’.

Il ‘Premio Adrenalina’  è l’evoluzione del progetto ‘Adrenalina’, osservatorio sull’arte contemporanea nazionale e internazionale fin dal 2009, che si è identificata come la principale rassegna di Roma Capitale dedicata alle nuove tendenze artistiche, raccogliendo l’adesione/partecipazione per ogni edizione di oltre 500 artisti di 60 nazionalità diverse.

‘Adrenalina’ oltre ad essere un ‘Art Project’ è un Premio biennale,  con edizioni speciali,  finalizzato alla promozione degli artisti e dell’arte contemporanea in tutte le sue forme e alla valorizzazione del legame tra arte, società, solidarietà, turismo ed impresa

 Carla Cace  è uno storico dell’arte,   giornalista professionista e scrittrice. Nelle parole dell’ideatrice ‘Sturm und Art’  ‘è principalmente un blog,   appassionatissimo contenitore del ‘Bello anticipatore’,  di qualunque epoca,  ‘non filtrato’, ‘non catalogato’, ‘non istituzionalizzato’, non censurato da algoritmi di sorta…’.
‘Sturm und Art’ è ‘mentalmente’ collegabile a  ‘Sturm und Drang’:  ‘Chi non lo ricorda per il nome intrigante e fascinoso che da liceali ci incuriosiva,  non solo per il nome,   ma per l’inflessione vocale che si assumeva solo nel pronunciarlo,  è stato un movimento che si sviluppò in Germania nella fine del 1700, prendendo il nome da un dramma di  Friedrich Maximilian Klinger, scrittore e drammaturgo tedesco’. Punto base dello ‘Sturm und Drang’ era fondato sul romanticismo ‘ispirato dal genio sciolto’, e slegato da ogni legge creativa per azione e creazione. Senza cedere al sentimentalismo il ‘culto del genio’ in alcuni ‘ritagli’ ‘il movimento’  toccava anche ‘l’immoralismo estetico’

Nei primi ‘lanci’ postati su ‘Sturm und Art’  la Cace è sintetica, pregnante e pungente: ‘Con piacere inizio a proporre immagini artistiche indecenti, sconce, disdicevoli, scandalose, innominabili, impudiche, atte a irritare il rigido e coerente #diabolicoAlgoritmodiFacebook: un bellissimo lavoro di John Morris Sculptor per l’oscena rubrica #SturmundCensored’  

Ricordo che in precedenza in un rigo sintetizzavo: ‘Senza cedere al sentimentalismo il ‘culto del genio’ in alcuni ‘ritagli’ lo ‘Sturm und Drang’ tocca anche ‘l’immoralismo estetico’. Questo mi ricorda quanto postato nel blog, riferito a Klimt:

#SturmundCensored
‘Attraverso ripetute allusioni il Ministero mi ha fatto capire che sono diventato motivo d’imbarazzo. Ma per un artista, nel senso più elevato del termine, non c’è niente di più penoso di creare delle opere, e per questo ricevere un compenso, da un committente che non gli offra col cuore e con la ragione il suo pieno appoggio’. #GustavKlimt si scaglia così contro la censura delle 4 allegorie commissionategli per decorare le volte dell’Universita di Vienna. Troppi corpi nudi, malattia e sessualità esplicita Forse il suo capolavoro assoluto, disperso durante la seconda guerra mondiale in circostanze misteriose.  #paracensura😂,  in modo triste e sorridente annota la Cace.  

Strano a dirsi questo mi ricorda una frase di Alberto Moravia, all’epoca settantacinquenne,  che dopo aver spostato la ventisettenne Carmen Llera, fu  bloccato in aeroporto da un cronista che gli chiedeva commenti sulla differenza d’età.  Lo scrittore rispose secco: ‘Non temo il giudizio della gente, non resiste allo scorrere del tempo’.

Questo per dire che oggi, diversamente da ieri, alcuni musei ed altro, in un sussulto di ‘pudicizia’ hanno messo all’indice alcuni ‘capolavori’ artistici. Klimt, nel caso, è uno dei tanti. Noi, siamo sempre testimoni del tempo e,  se è vero che ‘neppure gli dei possono cambiare il passato’, gli umani  possono cambiare il presente ed il futuro. Questo vale sia per l’arte,  che per l’interpretazione dell’arte e del reale.

L’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana,  svolta singolarmente o collettivamente,  che porta a forme di creatività e di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate o acquisite,  e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall’esperienza. Pertanto l’arte è un linguaggio, ossia la capacità di trasmettere emozioni e messaggi. E’ ovvio che  non esiste un unico linguaggio  artistico e neppure un unico codice  di interpretazione.

Nel suo significato più sublime l’arte è l’espressione estetica dell’interiorità e dell’animo umano. Rispecchia le opinioni, i sentimenti e i pensieri dell’artista nell’ambito sociale, morale, culturale, etico o religioso del suo periodo storico.

L’essenza di ‘Sturm und Art’ è nel veicolare ‘bello e cultura’ anche  attraverso un  social media, ovvero,  per interagire online tra utenti veicolando ‘il bello anticipatore di qualunque epoca’,  ben conscio che  il tempo, a conti fatti,  è una  pura illusione…

Roberto Cristiano

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