A Bruxelles la prima tavola rotonda istituzionale sul trasporto aereo degli strumenti musicali. L’iniziativa nasce dalla petizione “My Instrument Is Not a Luggage” e punta a regole europee più chiare per i musicisti in viaggio.
“Il mio strumento non è un bagaglio”, è da questa affermazione, semplice ma cruciale per migliaia di professionisti della musica, che prende avvio il primo dialogo strutturato promosso dal Parlamento europeo sul trasporto aereo degli strumenti musicali.
Il 23 febbraio, a Bruxelles, eurodeputati, rappresentanti delle compagnie aeree, associazioni aeroportuali e organizzazioni dei musicisti si sono riuniti per una tavola rotonda dedicata a un tema che da anni crea difficoltà a chi lavora nel settore musicale: come trasportare strumenti spesso fragili, di grande valore artistico ed economico, in un sistema di regole non uniformi tra compagnie e aeroporti.
L’incontro – promosso dagli eurodeputati Nicola Zingaretti e Matteo Ricci – segna un primo passo verso una possibile armonizzazione normativa a livello europeo. Al centro della discussione, la richiesta di riconoscere gli strumenti musicali professionali non come semplici bagagli, ma come veri e propri strumenti di lavoro essenziali.
Oggi chi viaggia con uno strumento deve spesso confrontarsi con una situazione frammentata: le regole variano da compagnia a compagnia, le decisioni vengono talvolta lasciate all’interpretazione del personale di terra e i protocolli di sicurezza non sono sempre coordinati. Il risultato può essere l’imposizione di costi aggiuntivi, il rischio di danneggiamento dello strumento o, nei casi più complessi, l’impossibilità stessa di lavorare.
A portare il tema all’attenzione delle istituzioni europee è stata la petizione “My Instrument Is Not a Luggage”, lanciata nel giugno 2025 dalla musicista Valentina Scheldhofen Ciardelli e sostenuta da migliaia di professionisti della cultura in tutta Europa. Proprio Valentina Scheldhofen Ciardelli, intervenendo al Parlamento europeo, ha sottolineato come i musicisti siano «professionisti transfrontalieri» per i quali la mobilità è parte integrante del lavoro: «I nostri strumenti non sono oggetti personali – ha spiegato – ma strumenti professionali essenziali e insostituibili».
Il problema principale, ha ricordato la musicista, è l’assenza di regole standardizzate. Tuttavia, alcuni segnali di cambiamento sono già visibili. All’aeroporto di Heathrow, ad esempio, da agosto 2025 è stato introdotto un protocollo che prevede l’apertura degli strumenti ai controlli di sicurezza solo in presenza del musicista, riducendo così il rischio di danni. All’interno del gruppo Lufthansa sono state inoltre adottate nuove regole per il trasporto in cabina basate sul volume degli strumenti.
La tavola rotonda ha esplorato alcune possibili direzioni per il futuro: un riconoscimento europeo degli strumenti professionali come attrezzature di lavoro essenziali, criteri di trasporto più chiari e trasparenti e una maggiore armonizzazione tra compagnie aeree e protocolli di sicurezza aeroportuali.
All’incontro hanno partecipato anche rappresentanti di importanti organizzazioni musicali europee, tra cui EUYO, MIDJ e PEARLE, oltre a conservatori, teatri e associazioni musicali. In collegamento online erano presenti anche l’Independent Society of Musicians e la Musicians’ Union.
Per il settore culturale europeo si tratta di un passaggio significativo, i musicisti fanno parte di una rete professionale che attraversa continuamente i confini del continente: tournée, produzioni orchestrali, festival e scambi educativi dipendono dalla possibilità di viaggiare rapidamente e in sicurezza con i propri strumenti.
Il confronto avviato a Bruxelles non rappresenta ancora una proposta legislativa, ma segna l’inizio di un percorso. Nei prossimi mesi sono attesi ulteriori incontri tecnici e discussioni che potrebbero portare a un esame più ampio della mobilità culturale all’interno dell’Unione europea.
Il confronto avviato a Bruxelles potrebbe aprire nei prossimi mesi a un percorso normativo europeo sulla mobilità dei musicisti. L’obiettivo è stabilire standard comuni per il trasporto degli strumenti e garantire condizioni di viaggio più sicure e prevedibili a chi lavora nella musica dal vivo.
Valentina Scheldhofen Ciardelli è una contrabbassista e compositrice italo-tedesca nota per il suo approccio innovativo al contrabbasso come strumento solista e per progetti che uniscono musica classica, contemporanea e jazz. Diplomata con lode al Conservatorio “L. Boccherini” di Lucca e al Royal College of Music di Londra, insegna al Trinity Laban Conservatoire. Vincitrice di numerosi premi internazionali, si è esibita in importanti sale e festival in Europa e Nord America. È ideatrice del progetto How I Met Puccini®.
Loredana Margheriti
ProgettoItaliaNews Piccoli dettagli, grandi notizie.


