Strage di Charleston, Dylann Roof condannato a morte

Dylann Roof, il giovane 22enne autore del massacro nella chiesa di Charleston, in South Carolina, è stato condannato a morte. Il verdetto della giuria federale è arrivato al termine del processo sul massacro che risale al giugno del 2015 quando il giovane uccise 9 afroamericani a colpi di arma da fuoco. Roof non ha dato segnali di pentimento e, nella sua dichiarazione finale, ha sottolineato: ‘Sento ancora che dovevo farlo’.

Era il 17 giugno 2015 quando Roof entrò armato di pistola nella Mother Emanuel Church di Charleston dove si stava svolgendo un incontro di studio sulla Bibbia. Dopo aver finto di essere interessato alla riunione fu fatto sedere accanto al reverendo Clementa Pickney, una delle vittime. All’improvviso estrasse l’arma e fece fuoco, uccidendo tutti i presenti. L’episodio scioccò l’America e scatenò un’ondata di indignazione visti i connotati razzisti dell’episodio. Anche il presidente Barack Obama partecipò ai funerali delle vittime.

La sentenza  è arrivata dopo una riunione di tre ore della giuria e dopo una serie di deposizioni di Roof che non si è mai mostrato pentito. Anzi, l’imputato davanti ai giudici  ha insistito: ‘Sento ancora che dovevo farlo’. Ha inoltre respinto le ipotesi su turbe psicologiche e non ha mai chiesto perdono, nè ha fornito spiegazioni del suo folle gesto. Il 22enne ha parlato per cinque minuti, affermando: ‘Ho il diritto di chiedervi una condanna all’ergastolo ma non so a cosa possa servire’. Alla lettura del verdetto, è rimasto ancora una volta impassibile, senza emozioni, davanti ai familiari delle vittime in lacrime.

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