Strage alla scuola ebraica: si segue la pista neonazista

Potrebbe essere un serial killer neonazista l’uomo che oggi ha aperto il fuoco su un gruppo di persone davanti alla scuola ebraica Ozar Hatoran uccidendo tre bambini ed un professore. L’assassino fuggito a bordo di uno scooter nero potrebbe essere lo stesso che ha ucciso tre soldati la settimana scorsa. L’arma utilizzata è sempre la stessa: una calibro 11-43. Oggi i colpi della pistola hanno ferito a morte l’insegnate rabbino Jonathan Sandler, originario di Gerusalemme, le due figlie di 3 e 6 anni e una bambina di 10, figlia del direttore della scuola. Anche un adolescente di 17 anni è rimasto vittima dell’agguato. Il giovane è stato gravemente ferito e si trova in fin di vita all’ospedale di Tolosa. Il presidente francese Nicolas Sarkozy parla di tragedia nazionale, mentre Israele chiede a Parigi di fare luce assicurando alla giustizia i responsabili. Messaggi di solidarietà alla comunità internazionale ebraica giungono da tutto il mondo.

Ipotesi serial killer. I sospetti sono immediatamente caduti sul killer che la settimana scorsa ha ammazzato, in un agguato, alcuni militari a Tolosa e nella vicina Montauban. Com’è è avvenuto nelle precedenti azioni, l’assassino avrebbe utilizzato due armi, una pistola calibro 11,43 e una calibro 9. Secondo gli inquirenti, la seconda è stata utilizzata dopo che la prima si è inceppata. Secondo le prime testimonianze, l’identikit del killer della strage davanti alla scuola sarebbe, un uomo muscoloso, tatuato e vestito di nero, corrisponderebbe a quello dei paracadutisti dello stesso reggimento dei militari uccisi la settimana scorsa, che vennero espulsi perché affiliati a associazioni neonaziste. Un dato questo che fa supporre che dietro la strage di queste ore ci sarebbe la pista neonazista. Secondo la ricostruzione fornita da alcuni testimoni alla televisione francese Bfm i primi colpi sembravano ‘fuochi d’artificio’ ma poi è stato visto un uomo con un casco che continuava a “sparare all’impazzata a chiunque avesse davanti”.

Anche il procuratore della repubblica di Tolosa, Michel Valet, avanza l’ipotesi del serial killer e punta l’indice contro i gruppi neonazisti: nel 2008 tre paracadutisti dello stesso reggimento dei militari uccisi furono espulsi perché affiliati a associazioni neonaziste. Potrebbe trattarsi di una vendetta contro i propri commilitoni. I tre militari uccisi erano francesi di origine magrebina. Mentre le tre bambine e il professore di religione vittime della sparatoria di oggi frequentavano la scuola ebraica di Tolosa. La pista dei gruppi neonazisti è quindi seguita con attenzione dalle autorità civili e militari.

Le reazioni. Israele e le autorità ebraiche francesi esprimono tutto “l’orrore” per quanto accaduto e chiedono a Parigi di fare luce quanto prima sulla strage di oggi. “E’ impossibile accettare l’idea che si possa fare un tale massacro. E’ una tragedia. Ed è una tragedia anche che esistano dei folli capaci di questo genere di atti, che non hanno alcun rispetto per la dignità e per la vita delle persone”, dice amareggiato il capo dell’Eliseo. “Sono immagini che abbiamo visto in altri Paesi, ma mai nel nostro”, ha detto Sarkozy assicurando ai genitori presenti alla scuola che il killer “sarà trovato e assicurato alla giustizia”. “La barbarie, l’odio selvaggio e la crudeltà non possono vincere. L’odio non puo’ vincere. La Repubblica è molto più forte”, ha aggiunto il presidente francese che per domani ha indetto un minuto di silenzio in tutte le scuole.

Gli Stati Uniti hanno condannato ‘fermamente’ oggi l’agguato nella scuola ebraica di Tolosa: un ‘orribile attentato’, ha scritto in un comunicato l’ambasciatore americano a Parigi, Charles Rivkin, presentando le condoglianze alle famiglie delle vittime ‘in nome di tutto il popolo americano’. Dall’Italia tutto il mondo politico, senza distinzioni, ha condannato il tragico attacco di oggi contro la scuola ebrea a Tolosa.

Il tribunale antiterrorismo di Parigi ha aperto un’inchiesta oggi per la strage della scuola ebraica di Tolosa e per l’omicidio dei militari di Montauban, nel sud-ovest della Francia. Lo ha annunciato il procuratore Francois Molins in un comunicato.

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