Non era mai accaduto che il nome del futuro conduttore del Festival venisse annunciato in diretta, nel pieno della finale, davanti al pubblico dell’Ariston e a milioni di telespettatori. E invece, nell’ultima serata dell’edizione 2026, il passaggio di testimone è diventato spettacolo nello spettacolo.
A pronunciare l’annuncio è stato Carlo Conti, padrone di casa dell’edizione appena conclusa, che ha indicato in platea il suo successore. Il nome è quello che circolava da mesi nei corridoi Rai e nelle conversazioni degli addetti ai lavori: Stefano De Martino. Un’investitura pubblica, ufficiale, con il teatro in piedi. Il segnale è chiaro: la Rai ha scelto di trasformare la successione in un evento televisivo, rompendo una tradizione fatta di attese e comunicati formali. Una scelta che racconta quanto il Festival resti il centro simbolico della tv italiana.
Il nome di De Martino circolava già prima dell’inizio dell’ultimo Festival. Secondo alcune indiscrezioni, il suo contratto quadriennale firmato nel 2024 con i vertici Rai, prevedeva già anche la possibilità di un approdo all’Ariston.
De Martino rappresenta una figura diversa rispetto a Conti: meno istituzionale, più immediato. E la sua conduzione di Affari tuoi ha consolidato un’immagine di showman, rapido nei tempi televisivi, capace di alleggerire e di ironizzare senza perdere controllo.
Il ruolo affidato a De Martino comprende anche la direzione artistica dell’edizione 2027. Un incarico che implica scelte di linea editoriale, selezione dei brani, costruzione dell’impianto narrativo delle serate. È qui che si misurerà la partita.
Sanremo 2027: l’anno della svolta?
Il Festival 2027 viene già descritto come l’edizione della svolta. Non perché gli ascolti siano in crisi ma perché la Rai punta a ridefinire il racconto del Festival nel medio periodo. Come mantenere la centralità del Festival di Sanremo in un sistema mediale frammentato? Come intercettare pubblico giovane senza perdere quello storico? La scelta di un conduttore quarantenne, popolare e trasversale, risponderebbe a questa tensione.
Il passaggio di consegne sul palco dell’Ariston (dove a trionfare nell’edizione 2026 è stato Sal Da Vinci) è stato accompagnato da parole di stima reciproca. Conti ha sottolineato il valore professionale del successore, mentre De Martino ha parlato di lavoro e responsabilità, con una formula che sintetizza l’approccio atteso: concentrazione, impegno, continuità operativa.
La struttura del Festival – cinque serate, gara, ospiti, monologhi – difficilmente verrà stravolta. Ma il tono, la gestione dei tempi, il dialogo con orchestra e platea potrebbero cambiare. L’investitura in diretta resterà come un momento televisivo destinato a entrare negli archivi della Rai. Per la prima volta il futuro del Festival è stato annunciato davanti alle telecamere, trasformando la successione in racconto. Ora inizia la fase più complessa: costruire un Sanremo che sia riconoscibile e nuovo allo stesso tempo. Il 2027 dirà se la scommessa sarà stata vinta.
Una telefonata per augurargli buona fortuna, ovviamente a modo suo: poco dopo essere salito sul palco dell’Ariston, Stefano De Martino è stato raggiunto al telefono da Fiorello, Fabrizio Biggio e Ciro Priello e Fru dei The Jackal. Il risultato della chiamata è stato, ovviamente, esilarante, così come la reazione del conduttore.
Pochi istanti dopo la designazione di Stefano De Martino alla conduzione del prossimo Sanremo, il presentatore è stato raggiunto al telefono da Fiorello, Fabrizio Biggio e Ciro Priello e Fru dei The Jackal. Una videochiamata esilarante trasmessa in diretta dal conduttore de La Pennicanza, che ha tratteggiato il prossimo futuro del presentatore di Affari tuoi.
“In bocca al lupo!”, ha esordito con un pizzico di ironia Fiorello nella telefonata, spiegando di averlo cercato per mari e per monti. Ancora frastornato De Martino non ha nascosto la sua emozione: “Ma che vi devo dire?”. A incalzarlo sempre Fiore, che ha detto: “Io avevo detto che se fossi stato in lui l’avrei detto ad agosto, perché solitamente alla gente rompono i cog****i da agosto fino a Sanremo. Invece a lui da domani!”.
A confermare la teoria del conduttore ci ha pensato lo stesso Stefano, che trafelato ha risposto: “Mi sento un centralino”, alludendo certamente alle tantissime chiamate ricevute dopo il passaggio di testimone di Carlo Conti sul palco dell’Ariston. A smorzare l’ironia del momento ci ha pensato Biggio, che tornato serio ha detto: “Siamo felici per lui”.
L’arrivo di Stefano De Martino sul palco dell’Ariston ha rappresentato un evento storico per la kermesse musicale più famosa d’Italia. Mai, in 76 edizioni del Festival di Sanremo, il passaggio di testimone da un conduttore all’altro era avvenuto in diretta tv, durante la serata finale.
Si vociferava già da tempo che De Martino sarebbe stato al timone di Sanremo 2027: il direttore generale della Rai Roberto Sergio si era in un certo senso ‘tradito’ da Fiorello, creando non poca agitazione tra i vertici di Viale Mazzini
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