In scena al Teatro Vascello di Roma fino al 19 aprile 2026, Stanza con compositore, donne strumenti musicali, ragazzo, testo inedito di Fabrizia Ramondino per la regia di Mario Martone. Uno spettacolo che affascina e pone numerosi interrogativi esistenziali, diverte e coinvolge.
In una stanza, campo di battaglia affettiva, un compositore in canottiera e pantaloncini si aggira tra strumenti musicali, memorie e rancori. E dialoga con i fantasmi della sua vita trasformati in archi: la madre instabile-violino, la moglie semi anaffettiva-viola, la sfarfalleggiante figlia-violoncello, l’amico-contrabbasso.
Il testo visionario riflette lo stile inconfondibile di Fabrizia Ramondino, autrice napoletana che dopo Morte di un matematico napoletano, ha portato nel teatro la sua scrittura colta, complessa e profondamente politica. Mario Martone, regista e suo complice storico, firma una regia essenziale creando una “camera d’ascolto” del ricordo per un viaggio profondo nella solitudine contemporanea.

La scena si illumina a sipario chiuso, al centro notiamo una protuberanza che presto si svela: buttato sopra un divano, con metà corpo oltre il sipario e con tono confidenziale, il compositore (Lino Musella) fa partecipe il pubblico della sua profonda insofferenza. Aperto il sipario, gli altri personaggi sono in scena, apparentemente isolati; prenderanno vita nei tre quadri che compongono lo spettacolo: la madre instabile (Iaia Forte), la moglie semi anaffettiva (Tania Garribba), la sfarfalleggiante figlia (India Santella) e il ragazzo amico di lei (Matteo De Luca): ciascuno di loro, nell’immaginazione del compositore, ricopre il ruolo di uno strumento a corda, che lui accompagna col piano. Mano a mano la stanza, arredata con tappeti, quadri e poltroncine, oltre al pianoforte a coda, viene sgombrata ad opera di un probabile usuraio. La decadenza è inarrestabile e trascina con sé il protagonista, uno strepitoso Lino Musella.
Martone mette in scena questo testo con straordinario rigore, equilibrio, lucidità. Bravi tutti gli interpreti, ma solo un attore strepitoso come Lino Musella poteva restituire in tutta la sua concretezza un teatro così astratto, poteva esprimere cioè il modo in cui “quando si esaspera l’anima si arriva al corpo”.
Lo spettacolo si avvale della collaborazione di Ippolita di Majo, con i costumi di Ortensia De Francesco. Sapiente il disegno luci di Cesare Accetta. Produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale.
STANZA CON COMPOSITORE, DONNE, STRUMENTI MUSICALI, RAGAZZO
testo inedito di Fabrizia Ramondino
regia e scene Mario Martone
con la collaborazione di Ippolita di Majo
con Lino Musella, Iaia Forte, Tania Garribba, Giorgio Pinto, India Santella, Matteo De Luca
costumi Ortensia De Francesco
luci Cesare Accetta
con i contributi di Ernesto Tatafiore (strumenti musicali), Pasquale Scialò (sinfonia degliattacchi), Anna Redi (tango)
assistente alla regia Totò Onnis
assistente alle scene Mauro Rea
assistente ai costumi Federica Del Gaudio
direttore di scena Domenico Riso
macchinista Nunzio Romano
fonico Italo Buonsenso
elettricista Samos Santella
sarta Roberta Mattera
foto di scena Mario Spada
i diritti dell’opera sono concessi da Zachar International, Milano
si ringrazia per la collaborazione Pietro Tatafiore
produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
Durata: 70 minuti (atto unico)
Angela Giassi
ProgettoItaliaNews Piccoli dettagli, grandi notizie.

