Borse ko: Milano chiude a 6,80

Seduta davvero negativa per le Borse europee: l’indice Stoxx 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha ceduto il 3,46%, che equivale a oltre 219 miliardi di euro bruciati in una sola seduta.

 La perdita del 6,13% dell’indice Ftse All Share equivale a 22 miliardi di euro bruciati in una giornata. Il calo del 6,80% dell’Ftse Mib (il peggiore tra le principali Borse europee)è inferiore solo al -8,24% accusato il 6 ottobre 2008, al -7,57% dell’11 settembre 2001 e al -7,14% del 10 ottobre 2008.

PARIGI CHIUDE CON UN CROLLO DEL 5,38% – Tonfo per la Borsa di Parigi che ha chiuso in calo del 5,38% arretrando a 3.068,33 punti.

FRANCOFORTE, INDICE DAX CHIUDE PERDENDO 5% – Giornata nera per la borsa di Francoforte. L’indice Dax ha chiuso lasciando sul terreno il 5% di capitalizzazione, toccati i 5.834,51 punti.

In una giornata pessima per tutto il settore in Europa (l’indice Dj stoxx dei titoli del credito dell’area euro ha ceduto oltre il 9%), seduta di Borsa da dimenticare per le banche italiane: Intesa SanPaolo ha perso il 15,8% a 1,08 euro, Unicredit il 12,44% a 0,74, Monte dei Paschi il 10,2% a quota 0,30.

 

 

rEFERENDUM GRECO: QUESTA LA CAUSA DEL CROLLO DELLE BORSE: Dopo l’annuncio della Grecia di procedere con un referendum per il piano di salvataggio europeo, si affossano le Borse I listini europei stanno precipitando rapidamente.. L’accordo europeo che cancella una parte del debito del paese viene criticato in Grecia perché prevede una cessione di sovranità nazionale.

In attesa dell’avvio di Wall Street non si placa la corrente di vendite su tutte le Borse europee, con Milano che accusa il calo più ampio del Vecchio Continente: l’indice Ftse Mib segna una perdita del 6,82%, l’Ftse All Share un ribasso del 6,30%. Mentre Francoforte e Atene cedono cinque punti percentuali e mezzo, Parigi circa il 5% e Londra che tenta di contenere il ribasso sotto i quattro punti percentuali, in Piazza Affari Intesa SanPaolo è stata posta nuovamente in asta di volatilità con un calo teorico del 14,64%. Fiat industrial perde il 12,45%, Unicredit l’11,5%. Dopo una raffica di sospensioni, a circa mezz’ora dall’apertura della Borsa statunitense, tra i titoli principali ‘ferma’ anche Exor, con una perdita teorica dell’8,11%.

Raffica di sospensioni a Piazza Affari: nuovo stop a Intesa SanPaolo. Sotto pressione i bancari: Unicredit -12%, Mps il 7,48%, Banco Popolare il 6,67%. In asta di volatilità Fiat Industrial e Fonsai con ribassi teorici rispettivamente dell’11,9% e dell’8,31%. Ma sono in caduta libera in tutta Europa: Societe Generale affonda del 13,6%, Credit Agricole dell’11,36%, Dexia dell’11,23%, Bnp Paribas il 10,3%, Commerzbank il 10%, Credit Suisse il 9,7%.

Crollano Banche e assicurazioni: Crollano le banche e le assicurazioni europee sotto la paura del referendum greco. Mentre i listini europei affondano si registrano ribassi a due cifre per molti titoli finanziari, specialmente di Grecia, Francia e Italia: Dexia cede il 15,2%, Societé Generale il 14,3%, Intesa Sanpaolo il 12,3%, Alpha Bank il 12,5%, Bank of Ireland l’11,2%, Credit agricole l’11,35%, Banco Comercial Portuguese l’11,6%, Unicredit il 10,6%, National Bank of Greece il 10,5%, Bnp Paribas il 10,3%. Tra gli assicurativi crollano Ing Groeup (-11,6%), Axa (-11,3%) e Allianz (-8,7%). I timori di una nuova recessione colpiscono anche le auto, unico settore che insieme a banche e assicurazioni cede, secondo gli indici Dj Stoxx, oltre il 6%. Renault perde il 7,8%, Fiat il 7,6%, Peugeot il 6,9%, Daimler il 6,9%, Porsche il 6,5%.

La minaccia della Grecia:- Il referendum in Grecia sul secondo salvataggio di Atene rappresenta una minaccia per la stabilità finanziaria dell’Eurozona. Lo ha detto l’agenzia di rating Fitch in una nota. “Una eventuale bocciatura del secondo piano di aiuti ad Atene nel referendum farebbe aumentare i rischi di un default non pilotato della Grecia e butterebbe il Paese fuori dall’euro”, spiega Fitch nella nota, sottolineando che “questo scenario avrebbe pesanti conseguenze sulla stabilità finanziaria dell’eurozona”. Il referendum, conclude l’agenzia, “fa aumentare anche le incertezze sulle eventuali perdite che subirebbero i creditori” di Atene.

Spread a 455 punti: – Lo spread btp-bund sfonda anche il muro dei 455 punti base toccando i 455,1 punti. Sul mercato secondario il rendimento del decennale italiano vola al 6,33% dal 6,29% in meno di 20 minuti. Con il Btp decennale sono sotto pressione anche i titoli del Tesoro a due e a cinque anni, che segnano nuovi record storici. Il rendimento del biennale schizza al 5,67% sul mercato secondario mentre quello del quinquennale vola al 6,28%. In quest’ultimo caso lo spread col bund a cinque anni si allarga a 532 punti base.

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