Spread sfiora 290, rendimento bund a minimi dal 2016

Sforare il limite del 3% nel rapporto deficit- pil? «non solo si può, ma si deve»: per l’intera giornata Matteo Salvini rilancia questo proclama che manda di nuovo in fibrillazione i conti pubblici italiani e il rapporto con il partner di maggioranza Luigi Di Maio. Se tradotta in pratica, l’intenzione è destinata ad aprire una nuova guerra dei conti tra Roma e Bruxelles come era già accaduto lo scorso inverno quando il governo e la commissione Ue si erano a lungo fronteggiati prima di trovare un punto di incontro nel deficit al 2,4% per un anno ma con la clausola di aumento dell’Iva. Dopo le parole di Salvini lo spread sui titoli di Stato italiani ha di nuovo toccato quota 280 punti, limite che non veniva raggiunto da tre mesi.

Il vicepremier e ministro dell’interno aveva cominciasto a insistere su tema dello sforamento del deficit già in mattinata: «Il 26 si vota per l’Europa. È fondamentale che gli italiani ci diano una mano a cambiare questa Europa mettendo al centro i diritti e il lavoro. Se servirà infrangere alcuni limiti del 3% o del 130-140%, tiriamo dritti. Fino a che la disoccupazione non sarà dimezzata in Italia, fino a che non arriveremo al 5% di disoccupazione sperderemo tutto quello che dovremo spendere e se qualcuno a Bruxelles si lamenta ce ne faremo una ragione» aveva dichiarato rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di un evento politico a Verona. Volontà ribadita al termine della giornata durante la registrazione di una puntata di Porta a Porta: « «E’ mio dovere superare i vincoli europei che stanno affamando milioni di italiani. Il vincolo del 3% e’ l’ultima delle mie preoccupazioni».
Il rialzo dello spread oltre quota 287 punti penalizza Piazza Affari, che gira in calo dopo un avvio in lieve rialzo. L’indice Ftse Mib lascia sul campo lo 0,74%, frenato dai bancari Ubi Banca (-1,51%), Intesa (-1,35%), Unicredit (-1,55%) e Banco Bpm (-1,41%), Segno meno anche per Poste (-0,72%) ed Mps (-0,76%), mentre, tra i pochi titoli in rialzo, si segnala Ferragamo (+8,3%), promossa dagli analisti che ne hanno alzato il prezzo obiettivo fino a 20 euro dopo una trimestrale definita “incoraggiante” dalla maggior parte di loro. Bene Juventus (+1,09%)ed Stm (+0,6%), mentre il calo del greggio (-0,9% il Wti) penalizza Saipem (-1,91%) ed Eni (-1%). Debole Snam (-0,86%) dopo la trimestrale, bene Astaldi (+4,4%) e Mediaset (+2,39%), giù Maire Technimont (-3,87%), fiacca Salini Impregilo (-0,23%).

Sono le parole di Matteo Salvini ad aver provocato il balzo dello spread degli ultimi due giorni fino a sfiorare, oggi, quota 290. Lo dicono due report, uno di Unicredit e uno di Mps: ‘I Btp sono stati sotto pressione dopo i commenti di Matteo Salvini sul deficit’, dice la banca milanese. ‘Rimangono sotto pressione i Btp dopo alcune dichiarazioni del Vice Premier, Salvini, sul fatto che il governo potrebbe sforare il deficit del 3% con la prossima legge di bilancio”, concorda Mps. Unicredit nota che i prezzi sono sotto pressione (e i rendimenti salgono di pari passo) per una combinazione di fattori, fra cui ‘un peggioramento dell’appetito per il rischio a livello globale, così come la prudenza degli investitori in vista delle elezioni per il Parlamento europeo’. Le parole del vicepremier e ministro dell’Interno hanno fatto impennare il differenziale di rendimento, che oggi è continuato a salire.

L’economia tedesca torna a crescere nel primo trimestre del 2019 : il pil ha segnato +0,4% rispetto all’ultimo trimestre 2018. Lo ha reso noto stamani l’ufficio federale di statistica di Wiesbaden. A trainare la crescita gli investimenti interni nel settore delle costruzioni e i consumi privati.

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