Splendido recital di Asmik Grigorian alla Sala Sinopoli

Sala Sinopoli, mercoledì 11 febbraio 2026. Il soprano lituano con Lukas Geniušas in un programma di raffinata coerenza costruito sul vocalizzo d’autore. 

Nessuna teatralità superflua, nessuna concessione alla retorica, Asmik Grigorian entra in scena alla Sala Sinopoli con una sobrietà che è già dichiarazione d’intenti, una lunga gonna di tafta blu, una blusa bianca, un lungo filo di perle anch’esso a rischiarare l’essenzialità dell’insieme con i capelli raccolti in un’acconciatura morbida e naturale e con lei anche Lukas Geniušas sceglie un’eleganza discreta. Un’immagine d’insieme che anticipa con chiarezza lo stile musicale della serata, in cui concentrazione, misura, autenticità saranno protagoniste.

Il recital, trasmesso in diretta da Rai RadioTre, è costruito come un percorso coerente attraverso oltre un secolo di lirismo vocale, tra canto senza parole e meditazione sul tempo. In sala si avverte fin dalle prime battute un’attenzione rara, compatta, quasi sospesa.

La prima parte è dedicata al vocalizzo d’autore, con Ravel, Fauré, Hahn, Messiaen e Rachmaninoff, terreno tanto affascinante quanto insidioso proprio perché privo di parola. Come ricorda Erik Battaglia nel programma di sala: esiste una dimensione in cui il vocalizzo diventa forma d’arte compiuta, momento quasi trascendente, una romanza senza testo affidata esclusivamente alla voce e al suo dialogo con il pianoforte. Ed è questa potenzialità che il programma esplora con intelligenza.

La tessitura centrale, particolarmente esposta, richiede un sostegno continuo del suono, qui Asmik Grigorian dimostra un controllo tecnico di altissimo livello. L’emissione è salda, il fiato governato con naturalezza, la linea vocale sempre sostenuta. Colpisce il “gusto” del canto, nel senso più alto del termine, la cura minuziosa delle dinamiche, l’attenzione alla chiusura delle frasi, la capacità di mantenere il suono pienamente intenzionato fino all’ultimo istante. È l’arte, difficilissima, di rendere semplice ciò che semplice non è.
Accanto a lei, Geniušas si conferma partner prezioso, il suo pianoforte non accompagna soltanto, ma respira con la voce, ne amplifica i colori, ne prolunga le risonanze. Acclamatissimo anche il pianista russo nei suoi due interventi solistici, accolti con calore e affrontati con tocco limpido, fraseggio sorvegliato e attenzione al dettaglio timbrico.

Nella seconda parte, interamente consacrata a Richard Strauss, il recital trova il suo centro emotivo. Con i Vier letzte Lieder, testamento poetico e sonoro del compositore, il percorso si fa progressivamente più introspettivo. In September il tempo sembra distendersi con malinconica dolcezza, Beim Schlafengehen si apre a un abbandono sospeso, Frühling conserva una luce trattenuta, mai ostentata e Im Abendrot si spegne in un pianissimo di intensa concentrazione, trattenendo il respiro della sala. Nessuna enfasi, nessuna ricerca di effetto, solo una linea espressiva coerente, profondamente consapevole del peso di ogni parola e di ogni suono. Superba poi l’esplosione nell’ultimo Lied in programma Cäcilie.

Il pubblico, partecipe e attento per tutta la durata della serata, ha salutato con entusiasmo i due bis. Prima Morgen di Strauss, offerto come un ulteriore momento di sospensione luminosa, quasi un filo sottile che prolungava l’atmosfera meditativa dei Vier letzte Lieder; poi Vesennye vody di Rachmaninov, travolgente canto di primavera, in cui la voce ha potuto liberare slancio e ampiezza, chiudendo il concerto con un’esplosione di energia e vitalità.

Concerti come questo non richiedono competenze specialistiche né appartenenze di repertorio, chiedono piuttosto disponibilità all’ascolto, lasciarsi andare, sospendere le aspettative, affidarsi alla grazia e alla preziosità di un’esecuzione dal vivo. È in questa dimensione, fragile e irripetibile, che la musica ritrova la sua bellezza più vera.

Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Sala Sinopoli, mercoledì 11 febbraio 2026

Asmik Grigorian Soprano
Lukas Geniušas Pianoforte

Ravel
Vocalise-Étude en forme de Habanera

Fauré
Vocalise-Étude

Hahn
Vocalise-Étude (Souvenir de Constantinople)

Bizet
da Chants du Rhin op. 4 per pianoforte
n. 1 L’Aurore
n. 2 Le départ
n. 3 Les rêves
n. 6 Le retour

Messiaen
Vocalise- Étude

Rachmaninoff
Vocalise op. 34 n. 14

R. Strauss
Vier letzte Lieder (Quattro ultimi Lieder)
September (Settembre)
Beim Schlafengehen (Andando a dormire)
Frühling (Primavera)
Im Abendrot (Al tramonto)

Stimmungsbilder op. 9 per pianoforte
n. 2 An einsamer Quelle (Alla fonte solitaria)
n. 3 Intermezzo
n. 4 Träumerei (Il sogno)

Zueignung (Dedica) op. 10 n. 1:

Cäcilie op. 72 n. 2

Bis
Strauss
Morgen

Rachmaninoff
Vesennye vody

Loredana Margheriti


Circa Loredana Margheriti

Ha un formazione umanistica che affonda le radici nella ricerca documentale. La passione per la musica, in particolare per il canto lirico, accompagna da sempre il suo percorso, ha intrapreso infatti in giovane età lo studio del canto. "Scrivere di arte e spettacolo è per me un modo per restituire emozioni, condividere visioni e dare voce a ciò che l’esperienza estetica accende dentro di noi." Mossa da passione quindi, ed accompagnata da infinita curiosità, collabora con diverse testate digitali, occupandosi soprattutto di recensioni musicali e operistiche, ma racconta spesso anche di eventi culturali, teatrali e d’arte. Attualmente lavora nel restauro di beni culturali monumentali, un’attività che le permette di rimanere in costante dialogo con la bellezza, anche nella sua forma materica.

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