Sparatoria in Comune, nel mirino dell’ex vigile anche giudici e finanzieri

Aveva cominciato dal Comune, ma si sarebbe spinto oltre. Nel mirino di Giuseppe Pegoraro, l’ex vigile di Cardano al Campo sospeso dal servizio che ieri ha sparato al sindaco e al vicesindaco, c’erano anche soggetti, tra cui i politici di sinistra, i giudici e i finanzieri, e la stampa. Il rancore di Pegoraro sarebbe nato in seguito alla sospensione dal servizio, conseguenza di una truffa in cui l’ex vigile risultava coinvolto. In cambio di piccole somme di denaro Pegoraro timbrava il cartellino al posto di colleghi assenti che, in questo modo, risultavano regolarmente in servizio e potevano lasciare l’ufficio prima dell’orario di lavoro. Per questo l’ex agente della polizia locale Giuseppe Daniele Pegoraro, che ha sparato al sindaco e al vice sindaco di Cardano al Campo, nell’ottobre del 2012 era stato condannato per truffa e peculato insieme ad altri sei dipendenti del Comune in provincia di Varese. Nelle scorse settimane l’uomo era stato sospeso per sei mesi dal servizio e, probabilmente in seguito alla decisione presa dalla commissione disciplinare del Comune, ha covato quei rancori che lo hanno portato a compiere il folle gesto. La vicenda della truffa dei cartellini risale agli anni tra il 2004 e il 2005, quando sono partite le indagini della magistratura su un gruppo di agenti della polizia locale e dipendenti dell’amministrazione comunale sorpresi mentre timbravano al posto dei colleghi ‘assenteisti’. Le condanne in primo grado, dai due ai quattro anni di reclusione, sono arrivate nel 2012. Il Tribunale aveva anche disposto un risarcimento danni al Comune per oltre 60mila euro complessivi. Dipendente di lungo corso del Comune di Cardano al Campo e in passato anche comandante della polizia locale, Pegoraro, condannato a due anni di reclusione, dopo il giudizio in primo grado era stato spostato all’Ufficio tecnico dove si occupava di ecologia e ambiente. Lo scorso 17 giugno si era appellato contro la sospensione dal servizio presentando tramite il suo legale una memoria difensiva che aveva redatto egli stesso, basata anche sugli anni trascorsi al lavoro per il Comune di Cardano al Campo.

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