Spacciatori su telegram

Spacciavano MDMA, cocaina e LSD tramite bot Telegram: condannati a 24 anni due ragazzi inglesi.

Jehanzeb Amar, 29 anni, di Londra e Salahydin Warsame, 29 anni, di Birmingham, hanno pubblicizzato e venduto cocaina (ricavando 3,7 milioni di sterline) in pacchi da un chilo sotto il marchio “LetsWork”, famoso anche sul dark web.

Gli ufficiali della polizia hanno scoperto il business della droga nel febbraio dello scorso anno dopo aver fatto irruzione in un furgone guidato da Warsame, dove hanno trovato eroina nascosta in uno spazio telecomandato nella macchina. Hanno poi scoperto diversi pacchetti indirizzati a località in Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord che stavano per essere spediti tramite l’ufficio postale.
Una successiva perquisizione di una proprietà ha portato alla luce 2.000 compresse di LSD, telefoni cellulari, portafogli criptati, computer portatili, una stampante per etichette, confezioni di droga e borse associate alla fornitura. Come risultato dell’indagine, sono state recuperate 100.000 sterline in contanti e Bitcoin.

A ottobre VICE ha rivelato che gli spacciatori stavano utilizzando Televend, un bot Telegram che automatizza l’intero processo di vendita della droga dall’inizio alla fine permettendo agli spacciatori di gestire un business 24 ore su 24. Amar e Warsame sono stati condannati mercoledì alla Birmingham Crown Court per fornitura di droghe di classe A rispettivamente a 13 anni e mezzo e 10 anni e mezzo.

“Amar e Warsame credevano erroneamente di poter agire impunemente portando avanti questa impresa multimilionaria di droga online”, ha detto il sergente investigativo Damian Hill, del comando del Met.

“La mia squadra ha lavorato a stretto contatto con il Met’s Economic Crime Team e la Cyber Crime Unit, che hanno la capacità di affrontare il crimine organizzato di questo tipo portato avanti attraverso il dark web e le applicazioni dei social media. Chiunque stia pensando di ordinare droghe illegali online usando le criptovalute dovrebbe essere consapevole che non lo sta facendo in modo anonimo e rischia di essere perseguito, oltre a rendersi vulnerabile alle reti criminali organizzate a cui ha fornito il proprio nome e indirizzo di casa”.

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