Customer wearing health masks make purchases in a Lidel supermerket in Turin, Italy, 10 March 2020 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Sondaggio: “Scoppieranno rivolte sociali”

Sette italiani su dieci temono che la crisi porti a rivolte sociali, specie al Nord. È quanto emerge da un sondaggio di Euromedia Research per La Stampa, che mostra anche un tracollo della credibilità della politici. Solo 5 italiani su 100, infatti, dicono di riporre ancora fiducia nei leader politici.

“Dopo 100 giorni di lockdown gli italiani iniziano ad avere paura”, spiega la direttrice dell’istituto demoscopico Alessandra Ghisleri,  facendo riferimento all’incertezza per il futuro, alimentata anche dalle informazioni contraddittorie fornite in questi lunghi mesi di emergenza. In questo modo è stato “instillato il seme della paura”.

“Interrogati nel merito dopo 4 giorni di Fase 2, solo l’1,3% ci ha dichiarato di essere uscito anche durante il lockdown, il che coincide con quanto dichiarato il 15 aprile sullo stesso tema. Dai numeri ci si rende conto che la responsabilità degli italiani ha risposto positivamente quando ha dovuto rispettare le regole. Lo stesso rispetto che ora la gente chiede in cambio alle istituzioni. Perché, mentre montano le polemiche cercando di far emergere ognuno le proprie opinioni inseguendo chi può aver sbagliato, ci sono famiglie che si scoprono in grandi difficoltà economiche.

Così, alla paura per il contagio, si affianca, con sempre maggiore forza, la paura per il futuro. Gli italiani preoccupati per la mancata ripresa oggi sono più di quelli preoccupati per il contagio: il 56,8% che “teme l’aggravamento della situazione economica”, a fronte del 40,1%, che “rimane ancora concentrato sul contagio”.

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