Sondaggio di “Piazza Pulita” dà FdI al massimo storico: 26,5%

L’ultimo sondaggio Proger Index Research realizzato per Piazza Pulita il 7 settembre   fotografa l’ulteriore crescita del partito di Giorgia Meloni. Che vola al 26,5 per cento e si conferma primo partito italiano. Con una crescita del 4 per cento da fine maggio. Il partito di Letta scende invece al 21,1%, a oltre 5 punti da FdI. Alle spalle del Pd sale il Movimento 5 Stelle (14%) che stacca la Lega (11%). Azione-Italia Viva al 7,2% duellano con Forza Italia (7%). Seguono Verdi-Sinistra Italiana (4%) e Italexit (3%). Soddisfatta del nuovo exploit, Giorgia Meloni su Facebook commenta lapidaria e ironica. “Devo ammettere che la campagna di demonizzazione contro di noi sta funzionando”, scrive postando la grafica del sondaggio.

Leggermente diversi i dati dell’ultima rilevazione Ipsos, che vede  il partito di Matteo Salvini al 12,5%, Forza Italia stabile all’8% e il Terzo polo con il 6,7%, comunque in crescita. L’analisi dei flussi elettorali rispetto al voto delle europee del 2019 mostra, secondo l’analisi di Nando Pagnoncelli,  che il consenso per FdI proviene in larga misura dalla Lega e da Forza Italia. A cui si aggiunge una quota non trascurabile di elettori che si erano astenuti. Il Pd nelle ultime settimane è apparso in seria difficoltà, penalizzato dalla crescita del M5S e del Terzo polo. E dal rischio di una scarsa mobilitazione di una parte del proprio elettorato rassegnato alla sconfitta.

Nel complesso, quindi, nell’attuale scenario quadripolare il centrodestra aumenta il vantaggio sul centrosinistra che oggi risulta di quasi 20 punti. Uno stacco che dovrebbe determinare un  boom di seggi e una maggioranza solida in Parlamento. A differenza di quanto emergeva a metà luglio – spiega Pagnoncelli –  quando l’analisi prese in considerazione anche l’ipotesi di una competizione tra il centrodestra e il cosiddetto campo largo (mai decollato), oggi si profila una solida maggioranza assoluta per il centrodestra.

Sia alla Camera sia la Senato, dove otterrebbe rispettivamente 249 e 121 seggi a fronte di 82 e 43 seggi attribuiti al centrosinistra. Inoltre, dei 147 seggi assegnati alla Camera con metodo maggioritario ben 129 (88%) andrebbero alla coalizione vincente (62 su 73 al Senato, pari all’85%).  Sulla base di queste stime, a due settimane dal voto appare difficile prefigurare un rovesciamento dei rapporti di forza tra gli sfidanti, anche se resta molto alta la percentuale dell’astensione, che potrebbe riservare sorprese finali.

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