Sondaggi politici, Meloni al 28,5% mentre l’onda Vannacci cresce acquisendo Laura Ravetto

Gli ultimi sondaggi politici mostrano come Fratelli d’Italia perda leggermente terreno: il partito di Giorgia Meloni cede il -0,3% andando al 28,5%.

Il Partito Democratico a trazione Elly Schlein guadagna il +0,2% andando al 22,2%, mentre il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte incassa il +0,3% andando al 12,5%.
Le informazioni che seguono mostrano le ultime rilevazioni in merito ai sondaggi elettorali. Viene evidenziato chi guadagna consenso e chi lo perde nel confronto tra i partiti guidati dai diversi leader.
Ovvero: Giorgia Meloni (FdI), Matteo Salvini (Lega), Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Antonio Tajani (FI), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs), Matteo Renzi (Italia Viva), Roberto Vannacci (Futuro Nazionale), Riccardo Magi (+Europa), Carlo Calenda (Azione) e Maurizio Lupi (Noi Moderati).

Qui sotto i risultati del sondaggio realizzato da Swg per il TgLa7 del 18 maggio 2026, con variazioni rispetto all’11 maggio:

Fratelli d’Italia – 28,5% (-0,3%);
Partito Democratico – 22,2% (+0,2%);
Movimento 5 Stelle – 12,5% (+0,3%);
Forza Italia – 7,6% (+0,1%);
Alleanza Verdi e Sinistra – 6,7% (-0,1%);
Lega – 6% (-0,2%);
Futuro Nazionale – 4,1% (+0,2%);
Azione – 3,5% (+0,1%);
Italia Viva – 2,4% (-0,2%);
+Europa – 1,4% (-0,1%);
Noi Moderati – 1,3% (+0,2%);
altri partiti – 3,8% (-0,2%).
Non si esprime il 27% degli intervistati (=).

Il dato, forse, più rilevante riguarda FN e va letto mettendolo in relazione agli eventi delle settimane precedenti: fin dalla sua fondazione, il partito di Vannacci ha continuato a erodere consenso nel centrodestra. E il trend non si è affatto arrestato. Il continuo derby Vannacci-Salvini può condizionare il futuro del centrodestra.
Le immagini della folla di Vigevano, i numeri sempre crescenti delle adesioni (50mila tesserati e 900 comitati costitutivi), la crescita nei sondaggi, e ora – dopo i vannacciani della primissima ora – arrivano anche le adesioni illustri come quella di Laura Ravetto. Avvocato e parlamentare di lungo corso, sottosegretario ai rapporti con il Parlamento nel governo Berlusconi IV tra il 2010 e il 2011, tra i volti di punta di Forza Italia prima e del Popolo della Libertà poi, è rimasta sempre con gli azzurri fino al 2020, quando ha aderito alla Lega di Salvini diventandone anche qui figura mediatica e di peso, oltre che responsabile del Dipartimento “Pari opportunità” del Carroccio.
Ad annunciare l’ingresso eccellente della Ravetto è lo stesso Generale Vannacci: “Accolgo con grande piacere Laura Ravetto all’interno di Futuro Nazionale”. Il generale, precisando che l’ufficializzazione dell’adesione avrà luogo a Salsomaggiore Terme durante l’evento “Guerra e Pace” previsto per il 21 maggio, ha voluto sottolineare come la neo arruolata “potrà offrire un contributo importante alla crescita e all’evoluzione di Futuro Nazionale”.
Oramai il generale sembra aver innescato l’onda politica del momento, quando manca un solo anno al ritorno alle urne e con il centrodestra che registra la prima vera flessione in quattro anni di governo. Quanto crescerà Vannacci? Quanto vale realmente il 5, 6, 7%? Sono le domande che continuano a porsi nei corridoi della politica italiana. Il timore è che dalla porta lasciata sguarnita a destra non entri uno spiffero, ma una bufera. I presupposti ci sono tutti e il sentimento nel Paese è chiaro. Agli elettori poco importa dei nasi all’insù di un certo intellettualismo di sinistra che vorrebbe spiegare alla coalizione di centrodestra come comportarsi con Vannacci e i suoi. Prima o poi la questione Vannacci andrà affrontata e gestita, e anche dalle parti del generale dovranno chiarire alcune posizioni rispetto alle quali la maggioranza di governo non può fare passi indietro o consentire ambiguità.
Le coalizioni politiche oggi
centrodestra senza Vannacci – 43,4% (-0,1%);
centrodestra con Vannacci – 47,5% (=);
centrosinistra – 30,2% (-0,1%);
campo largo senza Renzi (solo PD, AVS, +E, M5S) – 42,7% (-0,2%);
campo largo con Renzi – 45,1% (=);
campo largo con Renzi e Calenda – 48,6% (+0,1%).
Dal momento che le elezioni politiche 2027 si avvicinano, la conta delle possibili alleanze diviene più interessante del peso specifico dei singoli partiti.

Fra i conservatori, Vannacci minaccia di correre da solo in mancanza di un programma di “vera destra”. Un tale programma, però, metterebbe in difficoltà i moderati Tajani (FI) e Lupi (NM). E renderebbe complicato il dialogo con Calenda (Azione). Sui giochi a destra, come detto, rischia di incidere il derby Vannacci-Salvini.

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