“Son regina e sono amante” il teatro di Piccinni rivive in uno splendido concerto a Santa Cecilia

Un repertorio poco frequentato, una lettura consapevole e profondamente teatrale, un pubblico coinvolto e partecipe: il concerto Son regina e sono amante, ascoltato ieri sera all’Auditorium Parco della Musica di Roma, e trasmesso in diretta su Rai Radio 3, si è rivelato non solo un raffinato omaggio a Niccolò Piccinni, ma anche una dimostrazione esemplare di come la riscoperta musicologica possa tradursi in autentica emozione musicale.

Al centro del progetto, la voce di Rosa Feola, protagonista di un recital che esplora l’universo femminile del compositore barese attraverso arie italiane e francesi, sacre e profane, colte e vernacolari. Il soprano affronta questo mosaico stilistico con una padronanza tecnica impeccabile e una straordinaria intelligenza interpretativa, la linea vocale è sempre sorvegliata, il fraseggio curatissimo, la parola scolpita con naturalezza. Colpisce moltissimo la sua ricchezza di colore timbrico, la sua capacità di passare dalla vivacità teatrale dell’opera napoletana alla tensione tragica della tragédie lyrique francese, restituendo ad ogni personaggio una fisionomia distinta, credibile, viva.

Accanto a lei, la Cappella Neapolitana conferma ancora una volta il proprio ruolo di riferimento assoluto in questo repertorio. L’ensemble, formato da strumentisti di altissimo livello, offre un’esecuzione improntata a rigore filologico e flessibilità espressiva, qualità che permettono alla musica di Piccinni di respirare con naturalezza, lontana da ogni accademismo. Le pagine orchestrali — sinfonie, ouverture, movimenti strumentali — non sono semplici intermezzi, ma veri momenti drammaturgici, capaci di delineare contesti, affetti, atmosfere.

Determinante, in questo equilibrio tra ricerca e teatro, la figura di Antonio Florio. La sua direzione, sempre misurata e profondamente consapevole, è il frutto di una lunga e rigorosa indagine musicologica sul repertorio napoletano dei secoli XVII e XVIII. Florio non si limita a “riproporre” un autore, ma ne ricostruisce il contesto, il linguaggio, le ragioni storiche ed estetiche, trasformando ogni concerto in un momento di conoscenza oltre che di ascolto. In questo senso, il progetto dedicato a Piccinni, che si inserisce nelle celebrazioni per il terzo centenario della nascita del compositore, assume un valore culturale di primo piano.

Il pubblico, molto caloroso e partecipe, ha seguito il concerto con attenzione e partecipazione crescente, tributando lunghi applausi agli interpreti. A suggellare la serata, un bis di grande riuscita espressiva: ’A Vucchella di Francesco Paolo Tosti su testo di Gabriele D’Annunzio, eseguita da Rosa Feola con misura e intensità, quasi a creare un ponte ideale tra il Settecento di Piccinni e la tradizione lirica italiana successiva.

Una serata che ha dimostrato come la musica “riscoperta” sappia parlare con forza al presente, quando è affidata a interpreti capaci di coniugare sapere, gusto e autentica passione comunicativa.

SON REGINA E SONO AMANTE

Piccinni in Italia e in Francia

Direttore Antonio Florio

Rosa Feola Soprano

Cappella Neapolitana
Primo violino Marco Piantoni
Violini primi Paolo Cantamessa, Yayoi Masuda
Violini secondi Patrizio Focardi, Nunzia Sorrentino, Leonora Amato
Viola Rosario Di Meglio
Violoncello Alberto Guerrero
Contrabbasso Giorgio Sanvito
Clavicembalo Angelo Trancone
Fagotto Giacomo Lapegna

Programma

Niccolò Piccinni
(Bari, 1728 – Passy, Parigi, 1800)

Prima parte (durata ca. 30’)
«Majo p’e la capo»
Aria di Lisetta dall’opera Lo stravagante

Allegro
dall’opera La corsara

«Ah, que je fus bien inspirée»
dall’opera Didon

Sinfonia
(Allegro con spirito – Andantino a mezza voce – Allegro)
dall’opera Zenobia

«Ogn’or tu fosti»
dall’opera Ciro riconosciuto

Seconda parte (durata ca. 40’)
«Mi credi spietata»
dall’opera Artaserse

Andante con moto
dall’opera La schiava

«O nuit! Déesse du mystère»
dall’opera Le faux lord

Ouverture
dall’opera Le donne vendicate

«Tremblez ingrats de me trahir»
dall’opera Atys

Andantino cantabile
dall’opera Il finto turco

«Son regina e sono amante»
dall’opera Didone abbandonata

Bis
Francesco Paolo Tosti
’A Vucchella
(testo di Gabriele D’Annunzio)

Loredana Margheriti

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