‘Sogno di una notte di mezza estate’, al Trianon Viviani di Napoli con Lello Arena e Isa Danieli

Al Trianon Viviani di Napoli in  scena Isa Danieli e Lello Arena nel ‘Sogno di una notte di mezza estate’ di Ruggero Cappuccio, liberamente ispirato al lavoro shakespeariano.

Per Claudio Di Palma, che è il regista dello spettacolo, la scrittura di Cappuccio riorchestra tra fedeltà e irriverenza, il ‘Sogno’ e   la regia e la scena ne assecondano la lettura trasformandosi, per amplificarne il suono, in una sorta di grande e  onirica lettura.

Ricordiamo che ‘Sogno di una notte di mezza estate’ è la più famosa commedia di argomento comico di William Shakespeare. Fu scritta dal drammaturgo  intorno al 1595.

La commedia comprende tre distinte storie, che convergono verso la celebrazione del matrimonio tra Teseo, duca di Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni.

Lisandro e Demetrio, giovani ateniesi, sono innamorati della stessa donna: Ermia. La quale, però, ama solo Lisandro, mentre la sua amica Elena è innamorata di Demetrio. Il padre di Ermia, Egeo, impone tuttavia alla figlia di sposare Demetrio.

Allora lei fugge per i boschi con Lisandro, seguita da Elena e Demetrio. Le due coppie presto si smarriscono nel buio e nelle loro schermaglie amorose. Nel contempo, Oberon, re degli elfi, e la moglie Titania, regina delle fate, fanno tappa nello stesso bosco in cui si trovano i quattro ragazzi.

Vi si sono recati per prendere parte alle nozze di Teseo e Ippolita, che si terranno entro brevissimo tempo. Oberon vorrebbe che il servo indiano di Titania diventasse suo paggio, ma Titania si oppone. Oberon allora le spreme sugli occhi il succo del fiore di Cupido, che ha la magica proprietà di far innamorare chiunque ne sia asperso della prima persona che incontrerà al momento del risveglio. Con questo stratagemma Oberon intende farsi cedere il servo indiano da Titania, dato che lei, nelle sue previsioni, a quel punto non sarà più interessata a tenerlo con sé.

Nel frattempo una compagnia di artigiani si sta dando da fare per mettere in scena una rappresentazione teatrale sul tema di Piramo e Tisbe per festeggiare il matrimonio. L’accozzaglia colorita si riunisce nella foresta per le prove dello spettacolo.

 La tragedia diventa una farsa in cui tutti ridono fino alle lacrime. Gli artigiani vengono anche ricompensati da Teseo, divertito dallo spettacolo.

La commedia di Shakespeare ha ispirato diversi film.  Uno dei primi importanti film sul ‘Sogno’ fu quello di Max Reinhardt e William Dieterle, che vinse due Academy Awards. Nel 1968 Peter Hall interpretò le atmosfere psichedeliche degli anni sessanta con una pellicola basata sulla famosa produzione di ‘Hall Royal Shakespeare Company’, d’avanguardia per l’epoca.

Un altro film basato su una produzione della ‘Royal Shakespeare Company’ fu quello del 1996 diretto da Adrian Noble. Nel 1999 Michael Hoffman riunisce un cast hollywoodiano: Kevin Kline nel ruolo di Bottom, Michelle Pfeiffer nel ruolo di Titania, Sophie Marceau nel ruolo di Ippolita, e Calista Flockhart in quello di Elena, Rupert Everett in quello di Oberon. Questo adattamento trasferisce il luogo in cui si svolge la commedia in Toscana alla fine del XIX secolo.

Una  realizzazione che fece epoca fu quella di Peter Brook nel 1971. Brook abbandonò tutte le forme di rappresentazione tradizionali, ambientando la commedia in una scatola bianca vuota in cui fate maschili eseguivano degli esercizi circensi, come il trapezio; introdusse anche l’idea, diventata poi comune, di far sostenere un doppio ruolo: Teseo/Oberon e Ippolita/Titania, come a voler dire che il mondo delle fate rispecchia il mondo degli uomini. In seguito all’idea di Brook, i direttori artistici si sono presi la libertà di prendere spunto dalla propria fantasia e decidere autonomamente che significato attribuire alla commedia e come trasferirlo sul palcoscenico.

La lettura e l’adattamento del ‘Sogno’ di Ruggiero Cappuccio traferisce il tutto nel perimetro simbolico della sala di un antico palazzo napoletano, dove  Titania e Oberon attivano una drammaturgia di capricci e smanie riducendo le sorti degli uomini a fragili trame da vecchio teatro dei burattini.

I due, come schegge di dei precipitati in terra, continuamente sospesi fra sonno e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono con estro malaccorto una regia dei  sentimenti umani. Le loro parole/note contrappuntano la polifonia dei surreali ospiti del palazzo (pupazzi, elfi, musicisti, attori), dettano sintonie tra lirismo e antiche tradizioni narrative, reinventano fascinazioni favolistiche, si fanno poetiche o scurrili a richiamare le alternanze emotive del mondo ispirativo shakespeariano.

Titania (Danieli) e Oberon (Arena) sono collocati nel perimetro simbolico della sala di un antico palazzo napoletano,   spiega Di Palma,  e attivano una drammaturgia di capricci e smanie riducendo le sorti degli uomini a fragili trame da vecchi teatri dei burattini.

       

I due, come schegge di dei precipitati in terra, continuamente sospesi fra sonno e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono, con estro malaccorto, una regia dei sentimenti umani,  prosegue Di Palma,  e le loro parole/note contrappuntano la polifonia dei surreali ospiti del palazzo (pupazzi, elfi, musicisti, attori), dettano sintonie tra lirismo e antiche tradizioni narrative, reinventano fascinazioni favolistiche, si fanno poetiche o scurrili a richiamare le alternanze emotive del mondo ispirativo shakespeariano.

Con Danieli e Arena in scena Fabrizio Vona (Puck), Renato De Simone (Lisandro ed elfo Onorato), Enzo Mirone(Demetrio ed elfo Salvatore), Rossella Pugliese (Elena ed elfo Annunziata) e Antonella Romano (Ermia ed elfo Concezione).

Prodotto da Ente teatro cronaca Vesuvioteatro, l’allestimento si avvale dei costumi di Annamaria Morelli e delle scene di Luigi Ferrigno. Le musiche sono composte da Massimiliano Sacchi.

Sogno di una notte di mezza estate

di Ruggero Cappuccio, liberamente ispirato all’opera di William Shakespeare

con Fabrizio Vona

e Renato De Simone, Enzo Mirone, Rossella Pugliese, Antonella Romano

costumi

Annamaria Morelli

scene

Luigi Ferrigno

musiche

Massimiliano Sacchi

regia

Claudio Di Palma

personaggi

interpreti

Titania

Isa Danieli

Oberon

Lello Arena

Puck

Fabrizio Vona

Lisandro | elfo Onorato

Renato De Simone

Demetrio | elfo Salvatore

Enzo Mirone

Elena | elfo Annunziata

Rossella Pugliese

Ermia | elfo Concezione

Antonella Romano

durata dello spettacolo

1h e 20’ minuti circa con intervallo

Rosaria Palladino

 

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