Snowden verso il Venezuela. Scoppia il caso Australia

Edward Snowden si avvicina al Venezuela. Il presidente Nicolas Maduro ha annunciato di aver ricevuto una richiesta di asilo politico dalla talpa che ha rivelato il programma di sorveglianza della National Security Agency (Nsa) americana. “Ci è giunta una lettera con la richiesta di asilo”, ha detto alla stampa il presidente venezuelano. Snowden dovrà “decidere quando volerà qui” in Venezuela, ha aggiunto Maduro. L’ex consulente dell’Nsa si trova al momento bloccato nell’area transiti internazionali dell’aeoroporto di Mosca dove è arrivato il 23 giugno, proveniente da Hong Kong. Sabato Maduro si era detto pronto a offrirgli asilo politico. A questa offerta si erano aggiunte anche quelle provenienti dal Bolivia e Nicaragua. Gli Stati Uniti, che vogliono processare Snowden, hanno avvertito che la concessione dell’asilo rappresenterebbe ‘un problema’ nei rapporti con Washington.

Legami spionaggio Usa-Australia. Ma intanto Snowden fa trapelare nuovi particolari sulla macchina di spionaggio americana. E questa volta parla di uno strettissimo legame tra Usa ed Australia. L’ex agente Cia avrebbe fornito al giornalista americano Glenn Greenwald una mappa che rivela l’esistenza di quattro siti di comunicazioni satellitari in Australia che svolgono un ruolo chiave nella raccolta globale di intelligence da parte degli Stati Uniti. I siti nella mappa includono la stazione di tracking satellitare, impianto congiunto Usa-Australia, di Pine Gap nel centro del continente, la stazione di comunicazioni satellitari della Difesa australiana presso Geraldton in Australia Occidentale e la stazione ricevente di Shoal Bay presso Darwin nel nord, oltre ad una stazione di comunicazione navale presso la capitale federale Canberra. Il fatto che impianti australiani di intelligence condividessero dati riservatissimi con alleati occidentali chiave, primi fra cui gli Usa, era stato riportato da tempo, ma pochi dettagli pubblici erano finora emersi sull’estensione dei dati condivisi. Il governo dell’Australia, per ora, non farà alcuna dichiarazione su questioni di intelligence.

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